Social media: sono davvero così pericolosi?

di Gaia Carriero

L’espressione social media è ormai entrata nel gergo comune, e spesso intesa in maniera negativa. Questo perché ormai la maggior parte delle persone ritiene che i social media rappresentino un rischio per i giovani, che spendono un numero di ore talvolta esagerato nella navigazione sul web.

I social media oramai sono un mezzo di comunicazione a cui sarebbe difficile fare a meno, ma sicuramente ci sono degli aspetti negativi in merito l’argomento, per citarne uno la divulgazione di un modello di bellezza irraggiungibile. 

L’adolescenza è di per sé un periodo critico, nel quale si va costantemente alla ricerca di approvazione, con il timore di essere criticati per il proprio aspetto fisico e ritenuti inadatti. Ed è proprio questo che fanno indirettamente i social media: ogni giorno vengono postate migliaia di foto che ritraggono persone dal fisico perfetto e questo non fa altro che ingenerare sconforto, ansia e depressione in ragazzi che, guardandosi allo specchio e non rispecchiandosi con i canoni estetici divulgati in rete, pensano di essere inadeguati, troppo grassi e diversi ciò che la società impone loro. Infatti l’autostima ormai nasce dal confronto con gli altri o si basa semplicemente sul numero di mi piace e di commenti positivi che si raggiunge con un post, e quando questo non accade allora sorgono problemi ben più gravi.  In altre parole gli adolescenti oggi si vergognano per le imperfezioni del proprio corpo, rincorrono un’ideale di bellezza centrato sulla magrezza e derivano la propria autostima più dalla propria immagine e non da effettive capacità e competenze. I vissuti di inadeguatezza degli adolescenti e la rigidità dei modelli estetici imperanti cui si ispirano li inducono ad attaccare il proprio corpo nutrendolo troppo o troppo poco.

Secondo Simon Wilksch, Senior Research Fellow in Psicologia alla Flinders University, il numero di account sui social media e la quantità di tempo trascorso a usarli sono associati a una maggiore probabilità di sviluppare pensieri e comportamenti alimentari disordinati. Infatti sono sempre più gli adolescenti, soprattutto ragazze, ad adottare restrizioni dietetiche con lo scopo di avere un corpo più snello e tendente alla perfezione che si ravvisa sui social. Ma queste “diete fai da te” sono tutt’altro che utili, al contrario non fanno altro che portare all’insorgenza, in chi le mette in atto, di disturbi alimentari.

Quindi se si guarda ai social media come uno strumento nocivo, che porta i ragazzi a focalizzarsi sul proprio fisico e sull’apparenza, ci si discosta da ciò che realmente un social dovrebbe rappresentare. Esso è infatti un mezzo di comunicazione che permette l’interazione di più individui intorno a un determinato argomento e la costruzione di rapporti sociali. Ed in realtà dovrebbe essere uno strumento davvero utile, non solo perché permette di abbattere le barriere spazio-temporali, mettendo in comunicazione anche persone che si trovano ai poli opposti della terra, ma anche perché promuove la socialità, essenza dell’essere umano. I social media infatti permettono di rimanere aggiornati sulle ultime notizie, di conoscere e apprezzare la diversità, di diffondere la propria opinione e di confrontarsi con quella di altre persone su tematiche anche elevate… insomma sono davvero svariati i vantaggi di un social media.

Durante questo periodo pandemico i social hanno ricoperto un ruolo davvero importante. Hanno permesso di rimanere in contatto non solo con i propri amici e conoscenti, ma con tutto il mondo. In ogni istante hanno permesso il confronto con la comunità globale, e hanno promosso la vicinanza, mostrando come tutti erano accomunati dalla stessa situazione, bloccati in casa e privati della propria socialità al fine di limitare la diffusione del virus. Con il lockdown forzato, i programmi TV sospesi, telegiornali monopolizzati dalle news relative al Coronavirus e dai bollettini dei contagi e dei decessi, che somigliavano ai bollettini di guerra, si è avvertito un bisogno disperato di evasione, di distrazione, ed è proprio quello che i social media hanno rappresentato.

Pertanto, nonostante i diversi aspetti negativi che i social media potrebbero avere, numerosi anche sono quelli positivi, che dovrebbero spingere tutti ad usare con più consapevolezza e distacco questo mezzo, così utile ma allo stesso modo anche tanto nocivo.