Situazione meteorologica: molto più di un banale argomento di conversazione

Il clima è una tematica spesso chiave nella comunicazione di base fra le persone. Ma nonostante l’idea di futilità che potrebbe far intendere, esistono importantissime e profonde correlazioni, anche impensate, tra stato emotivo e situazione meteorologica
L’attuale momento climatico che si sta attraversando, “anomalo” per la stagione, con il Molise compreso, ha quindi una grossa rilevanza, che va al di là delle ripercussioni su agricoltura, consumi e grosse attività umane, si riflette, infatti, anche su ogni singolo individuo.
La scienza suole ripetere che, nella società moderna, molte persone non trascorrono molto tempo all’esterno, il che riduce la potenziale influenza del clima sul loro umore; tuttavia, diversi individui in realtà preferiscono, com’è ovvio, climi più caldi, più freddi, secchi o umidi. Ma indipendentemente da queste preferenze, sono le diverse ore di oscurità a peggiorare solitamente la situazione, con un effetto sulla salute mentale sotto forma di disturbo affettivo stagionale, definito SAD. Si ritiene che il SAD sia collegato al ritmo circadiano del corpo, la nostra routine di veglia e sonno, che è quasi interamente controllata dalla luce e dall’oscurità. Settimane di cieli nuvolosi, ciò che sta accadendo nella Penisola e in Molise nonostante la piena primavera in corso, portano ad un incrinarsi del delicato equilibrio chimico nel cervello.
Nei giorni di cielo coperto, perdendo l’apporto del sole, viene meno la dose di vitamina D che ne deriva. La carenza di vitamina D è associata a diversi aspetti, anche strettamente fisici, come malattie cardiovascolari, problematiche ossee, diabete di tipo 2 e rischio e progressione del cancro, ma essa aiuta anche a regolare la funzione e il comportamento del cervello, influendo, tra l’altro, nel bilanciamento della produzione di serotonina.
Sono essenzialmente gli estremi climatici ad avere responsabilità. I ricercatori del MIT hanno condotto un’indagine, osservando come a fronte del generale aumento di un grado Celsius, le patologie psicologiche di media entità sono salite del 2%. Le malattie rilevate includono: depressione, stati di ansia, paure, insonnia e malesseri psichici generalizzati. Il meteo è parte fondamentale del contesto dove si vive, quindi, più è inaspettato e straordinario, più la persona accuserà uno stress psicologico, creando alcuni disagi mentali, anche “semplici” cambiamenti di umore. Tutti i climi estremi, si diceva, anche quelli inusuali per la stagione in corso o come un caldo eccessivo o anche un freddo molto forte, o la suddetta mancanza di luce, creano un effetto di disagio.
Le persone meno sensibili sono le meno influenzabili dallo stress climatico, dipende anche da un fattore fisico, da come il proprio corpo risponde al clima esterno. I bambini, gli anziani e le donne sono ovviamente più sensibili ai cicli della natura, ma tutto dipende anche dalla combinazione di più fattori, dalla qualità della vita agli eventi vissuti in un dato momento.
Ma tutto questo può essere solo subito passivamente? Certamente no, in primis l’attività fisica allevia molto questa tipica depressione da cambiamenti meteorologici. Esperti consigliano anche attività di “sfogo”, come una piacevole e accentuata comunicazione con le persone vicine e il coltivare le proprie passioni, non necessariamente all’aperto, ma meglio se di gruppo.

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