“Sindrome cinese”, la maggioranza dei venafrani al fianco della bambina

Numerose e unanimi le reazioni di condanna rispetto a quanto accaduto alla “Don Giulio Testa” di Venafro

Numerose e unanimi le reazioni di esecrazione e condanna, a Venafro, per l’atto di discriminazione subito dalla bambina cinese che frequenta il “Don Giulio Testa” e che sarebbe stata indotta a non andare a scuola (qui l’articolo). Un evento che per tanti potrebbe richiamare alla mente gli “untori” di Manzoniana memoria. E così sui social è scoppiata la ribellione di chi critica pesantemente quanto accaduto. E’ Francesco Giampietri, scrittore e docente universitario, che stigmatizza e censura meglio di tutti il brutto episodio: “Dunque. Una bimba di origini cinesi, di ritorno dal paese del Sol Levante, è costretta, a causa delle pressioni dei genitori dei suoi compagni di prima elementare, a una quarantena domestica. Nonostante l’assoluta mancanza di sintomi influenzali e un attestato di buona salute. L’ignoranza e la paura si alimentano l’una dell’altra ed avvelenano la vita. Distillano odio. L’odio che – quando la bimba tornerà finalmente fra i banchi – alimenterà sguardi carichi di sospetto infondato e vergognoso disprezzo”.

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com