I sindaci incoronano Paolo Frattura

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Il territorio ha incoronato ancora una volta Paolo di Laura Frattura. Ieri sera, così come a gennaio, gli amministratori molisani hanno dimostrato di essere dalla parte del governatore uscente. E anche ieri sera la sala non è riuscita a contenere tutti i presenti. C’erano circa 200 amministrati, tra cui almeno 90 sindaci. Tra questi i primi cittadini di Campobasso, Bojano, Termoli, Guglionesi, Trivento, Casacalenda, Cercemaggiore, Ferrazzano, Oratino, Portocannone e Ururi.

A fine serata tutti i presenti hanno firmato un documento con il quale chiedono al presidente Frattura di tornare in campo a guidare la coalizione di centrosinistra. L’introduzione, prima dei vari interventi, è toccata al governatore. “Questo incontro non sarà di carattere amministrativo, come inizialmente avevamo pensato – ha detto in apertura – ma politico. Si parla di politica – questo permettetemelo – nell’unica vera comunità e voi lo dimostrate”. Poi l’applauso di ringraziamento – chiesto dal presidente – “a tutti i candidati alle Politiche che in un momento di difficoltà hanno portato con onore il simbolo del Pd e del centrosinistra in una campagna elettorale fatta sui temi e non raccontando balle”.

“Il mio passo indietro – ha continuato – è stato fatto per aggregare, un’unione per superare l’individualismo, ma questo non è stato capito. Dire che Frattura non è Di Pietro mette in luce proprio l’individualismo. Perché sicuramente Di Pietro è molto meglio di Frattura, ma ritengo che l’unità non si costruisca sui nomi, ma sulla condivisione di un progetto con una comunità. L’unità, purtroppo, sembra non essersi realizzata e leggere il comunicato stampa di Leva è stato mortificante. Il 3% che si permette di alzare i toni, lanciare diktat ed ultimatum nei confronti di chi con umiltà si è messo a disposizione del potenziale alleato. Non è questo il metodo. Ora dobbiamo impegnarci tutti, partendo dal presupposto che tutti territori hanno uguale dignità. Poi individueremo una guida, ma la partecipazione è un passaggio fondamentale per ricostruire l’entusiasmo”.

Dopo gli interventi di alcuni sindaci, tra cui quelli di Battista e Coia, ha ripreso la parola il presidente Frattura e questa volta i suoi toni sono stati maggiormente aspri. “Io il passo indietro l’avevo fatto, ma ho sentito raccontare il nulla: non una parola sullo sblocco del turnover o sugli investimenti fatti. Hanno saputo solo dire Di Pietro non è Frattura, ma Ruta chi è, cosa rappresenta. Sono mesi che apro al dibattito, ho chiesto le Primarie, ma ho ricevuto solo insulti. Non mi appassionano queste discussioni, ma chi ci mette la faccia, territorio per territorio e non su Facebook”. A fine serata i presenti hanno sottoscritto un documento “con il quale si impegnano a costruire una squadra forte con la quale proseguire il percorso avviato”. Ed è stato il primo passo per il Frattura bis.

 

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