Si è spento Nicolino Di Donato, fondatore dello storico gruppo folk Zig-Zaghini

di Rita Frattolillo

Il 28 ottobre si è spento, alla ragguardevole età di 95 anni, un grande appassionato della storia e delle tradizioni popolari molisane, il prof. Nicolino Di Donato. Una passione che egli ha espresso con i fatti lungo tutta la sua lunga esistenza. Nato nel 1927  a San Giovanni in Galdo, paese a pochi chilometri da Campobasso, egli ha dato vita ad un nutrito e affiatato gruppo di una trentina di artisti, tra musici, danzatori e cantanti, con l’obiettivo dichiarato di proporre al pubblico  i canti, le musiche e i ritmi eseguiti con spirito leggero   in passato nelle aie e nei cortili dai nostri braccianti e contadini, al termine delle loro lunghe settimane di lavoro nei campi. 

Un inno al lavoro, alla gioia di vivere, alla felicità dell’amicizia, dello stare assieme, questo il “manifesto” del fondatore del gruppo degli Zig-Zaghini, messo assieme nel lontano 1963, ma soprattutto l’intento di far conoscere e diffondere le nostre tradizioni popolari, che stavano irrimediabilmente perdendosi, con tutto il portato del loro significato culturale, religioso, di superstizione, di spettacolo. In realtà è stato tra i banchi di scuola che il prof Di Donato, probabilmente trascinato anche dall’esempio della madre, che in gioventù aveva fatto parte di un gruppo folk, ha deciso di ripristinare  una sagra dell’uva, tradizione  molto antica che si celebra tuttora in molti dei nostri paesi, come Riccia.

Balli popolari molisani

Per completare il progetto di riportare in auge il  nostro patrimonio folk , allora si sono studiati i costumi popolari molisani del 1700, e infatti tale “divisa”, una volta realizzata e indossata,  è stata fin da subito l’immediato segno distintivo del gruppo, ogni volta che si è esibito  nelle nostre piazze, riscuotendo un successo sempre più pieno. Ed è così che, con la guida musicale del maestro Guido Messore, gli Zig-Zaghini, un’ esibizione dietro l’altra, hanno varcato i confini regionali, calcando le scene nelle altre regioni italiane.

Ma non è finita lì, tutt’altro, perché le soddisfazioni sono state  innumerevoli. Ricordiamo, ad esempio, la loro partecipazione alla cerimonia di apertura in mondovisione dei Campionati mondiali di atletica nel 1987,  alla cerimonia inaugurale dei Campionati del mondo di calcio nel 1990. Tante, poi, le esibizioni in vari programmi della Rai: Un colpo di fortuna; Diversamente estate; Telethon; Più sani più belli; Sereno variabile, solo per citarne alcuni. Molti, anche i premi ottenuti negli anni, tra cui il “Tritone d’oro” a Caltanissetta.

Il gruppo degli Zig-Zaghini

Nel 2010, quando ormai il gruppo si avvicinava al suo mezzo secolo di vita e Di Donato, ormai 83enne, cominciava ad accusare un’eccessiva stanchezza, il testimone è passato al nipote Marco Messore, che nel 2013 ha preso la direzione artistica e la responsabilità del gruppo degli artisti, che hanno portato il nome del Molise, attraverso canti e danze,  in tutte le nazioni europee, e in Turchia, Canada, Argentina, Venezuela.

Negli USA gli Zig-Zaghini hanno partecipato al Folkmoot 86, importante festival mondiale del Folklore.  Molto sensibile ai problemi, anche emozionali, connessi all’emigrazione, una questione da sempre viva nella popolazione molisana, Di Donato ha voluto arricchire il folk Sangiovannaro con poesie scritte da autori come Emilio Spensieri, del quale si ricorda “Campane de Vignature”.

 Ma il nome di Nicolino Di Donato non è legato soltanto a quello, universalmente conosciuto, del gruppo da lui fondato e portato al successo. Infatti  egli ha trovato il tempo di dedicarsi alle opere teatrali (Fedeltà, 1961; Luci e ombre del cuore, 1962), alle mascherate in versi (Le storie del Fiumarello, musica del maestro Messore, 1983), alla poesia dialettale e in lingua  dalla vena spigliata (Quanne cala u sole, 1990; Il cammino del sole, 1998; Megliechèlle d’amore, 2003.) 

Per queste opere ha ottenuto riconoscimenti e premi anche di livello nazionale, come il Concorso Cremonese. La scomparsa di Nicolino Di Donato rende tutti noi consapevoli della grave perdita  che subiamo  con l’addio a  questo grande animatore e divulgatore del nostro più schietto e genuino patrimonio folk .

L’attore e poeta Fernando Anzovino ha dedicato questo acrostico a Di Donato

Nessuno può disconoscerti l’amore

Innato per la tua diletta terra.

Come l’aureo scrigno il nobile tuo cuor

Ogni tesor di quella in sé rinserra:

La tua passion trasfondi con ardore

A baldi giovani che tu, qual serra

Di fior, coltivi con genial fervore.

In lor trovando ognor fertile terra.

Da tempo tu trovasti melodie

Onuste di bellezza popolare

Nel cui ricordo nascono nostalgie.

A te per questo grazie siano rese,

Tu difensor di memorie care,

Onore e lustro sei del tuo paese.

Ringrazio Vincenzo Di Sabato per avermi pensato, girandomi questo sonetto dell’amico Anzovino.