«Se i numeri sono importanti è importante anche la programmazione delle risorse»

Si accendono le candele anche all'interno dell'ospedale. Il dottor Flocco: «Grazie per la battaglia in nome del diritto alla salute»

REDAZIONE TERMOLI

Non solo le oltre mille persone che sono scese in piazza nel cuore di Termoli. Anche all’interno del punto nascita si è manifestato affinché la struttura resti aperta. Lo hanno fatto il dottor Saverio Flocco e tutti coloro che sono stati di turno durante la serata di ieri e quindi impossibilitati a partecipare alla manifestazione organizzata dal Comitato “Voglio Nascere a Termoli”. Una foto, quella che pubblichiamo e che vede unite assieme ai medici anche alcune delle donne ricoverate attualmente presso il San Timoteo, che racchiude l’essenza di una lotta che nasce proprio per la sopravvivenza dell’ospedale bassomolisano. Ad unire camici verdi e donne incinte la candela che è stato il simbolo della manifestazione per la salvaguardia del punto nascita. «Grazie a tutti voi per l’impegno profuso in favore del Punto Nascita di Termoli per il quale questa sera anche io e le mie collaboratrici intendiamo dare il nostro contributo e lo facciamo proprio sul campo in quanto impegnati nelle nostre funzioni e quindi impossibilitati a partecipare alla vostra manifestazione. Lo facciamo con la nostra professionalità contribuendo alla sicurezza di un Punto Nascita a cui mancherebbero i requisiti in quanto fa meno di 500 parti l’anno; nelle ultime settimane ho assistito in silenzio e umilmente alla diatriba dei numeri e sulla sicurezza del Reparto, allora visto che i numeri sono importanti voglio ricordarne qualcuno anche io: 4 anni di Scuola di Specializzazione di Ostetricia e Ginecologia esitati in un Diploma di Specializzazione ottenuto nel 1996 con il massimo dei voti e lode, 23 anni di anzianità di servizio sempre in prima linea e non dietro una scrivania durante i quali ho assistito ad alcune migliaia di parti e praticato in prima persona un migliaio di tagli cesarei e centinaia di interventi chirurgici; oltre 200 corsi di aggiornamento professionale frequentati che mi hanno aiutato ad affrontare svariate emergenze in sala parto. Quindi basterebbe fare 501 parti ed avere un adeguato numero di medici per garantire sicurezza. In realtà bisogna dire che ad oggi la mortalità e la morbilità perinatale non è mai uguale a zero in nessuna parte del mondo, dai Paesi industrializzati ai Paesi dell’Africa sub-sahariana dove è soprattutto la mancanza di risorse a portare ai drammi che abbiamo visto consumare anche all’ospedale di Cetraro, nella civilissima e industrializzata Italia. Allora si capisce che se i numeri sono importanti è importante anche la programmazione e come vengono amministrate le risorse per garantire sicurezza ad un Punto Nascita che avrebbe tutte le potenzialità per superare quel limite imposto di 500 parti ma che la sciatteria di alcuni e non voglio dire altro ha portato a questo epilogo. Per fortuna abbiamo degli ottimi amministratori con una lunga esperienza in campo sanitario, giustamente pagati profumatamente per i loro servigi, con un curriculum titolato sicuramente più del mio, che, sono sicuro, e i premi ottenuti per gli obiettivi fin’ora raggiunti lo dimostrano , risolleveranno le sorti non solo del Punto Nascita, ma di tutto il San Timoteo. Io nel frattempo con il mio modesto curriculum cerco di rendermi utile alla meglio, sempre qui, sempre in prima linea. Vi ringrazio ancora per questa battaglia in nome del diritto alla salute».

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