Scurti: «Cosa si nasconde dietro l’assenza dei commissari»

l responsabile provinciale di Italia in Comune dice la sua sulla paventata chiusura del reparto di Senologia

Camera di Commercio – SPID

REDAZIONE

Tra gli interventi susseguitisi giovedì mattina al sit-in di protesta dinanzi all’ospedale “F. Veneziale” probabilmente il suo è stato quello più diretto. Senza giri di parole l’avvocato Oreste Scurti, responsabile provinciale di “Italia in Comune” è andato dritto al problema e senza giri di parole ha chiesto il «nome e cognome di chi è responsabile della chiusura delle strutture sanitarie pubbliche». A Oreste Scurti, così come agli altri organizzatori della manifestazione contro la chiusura del reparto di Senologia dell’ospedale isernino non è andata giù l’assenza dei commissari straordinari alla sanità che «all’ultimo momento hanno disatteso le promesse fatte al Comitato “In seno al problema”». Gli stessi commissari che, attraverso una nota stampa hanno fatto sapere di essere stati impegnati in una riunione con il presidente Toma e che incontreranno gli isernini agli inizi di maggio.  Poco male, perché la risposta degli isernini, compresi tanti amministratori, è stata forte. In tanti sono intervenuti in una manifestazione di sensibilizzazione nata per sostenere la battaglia del reparto di Senologia ma che alla fine si è trasformata in una strenua difesa della sanità pubblica. Lo stesso Scurti ha puntato l’attenzione sulla presenza di tanti politici: «Ritengo sempre una cosa positiva quando degli amministratori si occupano di cose serie e sposano le battaglie dei cittadini», ha dichiarato all’inizio del suo intervento, «ora, però, è necessario che la politica e le istituzioni rispondano ai cittadini di Isernia». L’avvocato, inoltre, ha sottolineato come la salute delle persone non possa avere un costo, non possa essere quantificata. «Quanto vale la nostra Salute, la nostra Vita? E’ questo il quesito a cui dovrebbero rispondere le istituzioni, invece di domandarsi solo quanto costi».  Poi Scurti è tornato all’attacco: «Vogliamo il nome e cognome dei responsabili della chiusura delle strutture sanitarie Pubbliche; chi e come ha “speso” il denaro dei cittadini». Ma sono anche altre le domande che si fa il responsabile provinciale di “Italia in Comune”: Come può essere che la sanità privata convenzionata “funzioni” con i soldi pubblici mentre la Sanità Pubblica “non funzioni” con i propri soldi? Perché la politica europea nazionale e regionale non “intendono” rispondere a queste semplici domande infrangendo le promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale? Quali sono e di chi gli interessi prevalenti in materia di Sanità????  Toma ed ai Commissari rispondano a queste domande quando “parlano” di “Piano di rientro” nelle loro urgenti e indifferibili riunioni straordinarie», ha concluso Oreste Scurti.

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