Scuole insicure, Pettine torna alla carica

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Nuovo esposto dell’ingegnere Tonino Pettine sulla vicenda della sicurezza delle scuole a Isernia. Il ‘nonno in pensione’ come si definisce lui stesso, preoccupato per la sicurezza del nipote che frequenta una scuola media della città, scrive nuovamente al Comune, ma si preoccupa di inviare la sua lettera anche alla Procura. Scrive Pettine all’ingegnere Giorgio Marone, capo dell’ufficio tecnico comunale: “Premesso che ho presentato circa 20 esposti, da me trasmessi al Sindaco di questa Città ai quali, malgrado la divulgazione a mezza stampa, i manifesti murali e la partecipazione di genitori e nonni l’agnostica Amministrazione ha ritenuto di corrispondermi, unicamente, per mezzo di un istituzionale religioso silenzio, e null’altro; che la sequenza di detti miei esposti ha avuto inizio nel mese di Settembre 2016 allorché, il Sindaco di questa Città, con disinvolta determinazione, ordinò la frequenza coatta ai bambini dell’Andrea d’Isernia e Giovanni XXIII senza che, di tali scuole fosse stata accertata la sicurezza, per mezzo di formali verifiche tecniche delle rispettive invulnerabilità sismiche; che recentemente ho trasmesso, al Sindaco di questa Città, la nota raccomandata 09/89 del 16/1/2018 che, indicata con il numero “2” allego alla presente, con la quale auspico fortemente che, il suo contenuto, sia tale da indurre il Sindaco di questa Città a determinare l’epilogo di questa brutta storia della frequenza obbligata, disponendo la chiusura di tali scuole, da effettuare ad horas; che per mezzo della pagina regionale di un quotidiano locale, il Sindaco di questa Città, ha ritenuto soltanto di rinnovare, agli increduli genitori e nonni, l’identico proclama fatto lo scorso anno che, dichiarato per l’anno in corso, è stato così pomposamente annunciato: “Entro settembre 2018, l’intera popolazione scolastica sarà ospitata in scuole sicure, non solo, ma a Isernia nascerà un polo letteralmente “innovativo”….etc..etc..”; che tali replicati ed improbabili eventi futuri (tra i quali, nel frattempo, non è prevista né chiusura immediata delle due scuole notoriamente insicure, né il trasferimento provvisorio dei bambini in locali sicuri), avviliscono ancor più genitori e nonni ed, a me,  nonno tra Essi ricompreso, provocano un profondo malessere fisico che, a causa della mia funesta età mi avvicina, non poco, all’ora fatale. Avendo preso atto della evidente indisponibilità, che tuttora permane da parte degli Amministratori, di tutelare la sicurezza dei bambini delle scuole Andrea d’Isernia e Giovanni XXIII, rivolgo viva istanza perché Lei, nella qualità di Dirigente dell’Area Tecnica del Comune e, come tale, Organo consultivo dell’Amministrazione della quale è prestigioso Dipendente, alla luce: delle risultanze di tutte le minimalistiche iniziative assunte dal Sindaco relativamente alla attività che tuttora viene svolta nelle scuole insicure Andrea d’Isernia  e Giovanni XXIII; del contenuto della recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione penale, sezione VI, n. 190 dell’8/1/2018 secondo la quale “risponde di omissione di atti di Ufficio il Sindaco che non chiuda un edificio scolastico non rispondente ai canoni tecnici antisismici, anche se l’immobile è situato in una zona a bassa densità sismica” voglia adoperarsi ad informare il Sindaco dei rischi ai quali sono esposti attualmente gli alunni costretti a frequentare le due scuole sopra indicate, a meno che l’Amministrazione non sia in possesso di una documentazione finora non divulgata, da divulgare, che garantisca la perfetta rispondenza, delle rispettive strutture portanti,  alla vigente normativa di edilizia antisismica coincidente con il  D.M. 14/1/2008, più, noto come NTC 2008”.

Nicola D’Ancona

6 febbraio 2018

 

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