Scuola, “nuovi tagli al personale Ata: 546 posti in meno. Una vera falcidia”

Il commento del segretario generale della Flc Cgil Molise, Pino La Fratta

“Dopo l’incontro di informativa sugli organici tenutosi la settimana scorsa presso l’USR Molise, sono stati ufficializzati ulteriori tagli per ilpersonale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario delle scuole molisane  per l’anno scolastico 2022/23″.

E’ quanto affermato dal segretario generale della Flc Cgil Molise, Pino La Fratta.

“La novità è che quest’anno il dato è in controtendenza rispetto a quello nazionale: mentre l’organico complessivo nazionaledel personale amministrativo, tecnico ed ausiliario per effetto di compensazioni tra regioni resta sostanzialmente invariato (diminuendo complessivamente di sole 46 unità), ben 15 posti (1 DSGA, 4 Assistenti amministrativi  e 10 Collaboratori scolastici) sono stati tagliati al Molise.

Ciò conferma che il taglio non può essere addebitato solo al calo degli iscritti: ci sono Regioni che pur perdendo alunni hanno visto un incremento di organico, mentre il Molise continua nel suo lento declino, nell’indifferenza di tutti.  Ricordiamo che si tratta di una perdita continua: dal 2009 ad oggi in totale sono 546 i posti in meno del solo personale ATA nelle scuole: quasi un terzo dell’organico complessivo, una vera falcidia.

Ma non basta: a questi tagli, si aggiunge il rischio concreto di una mancata proroga dell’organico Covid per l’a.s 2022/23: ricordiamo che per il Molise si tratta di circa 450 lavoratori (di cui quasi 250 ATA), che in questi anni hanno assicurato il funzionamento delle scuole e contribuito ad affrontare le tante emergenze dovute alla pandemia.

A fronte di tali numeri, se non ci sarà un incremento di posti in molte scuole sarà impossibile garantire il servizio per l’a.s 2022/23.

 E’ assolutamente necessario,  pertanto,  adoperarsi da subito per prevedere l’attribuzione di deroghe che compensino i tagli di personale, mentre risulta imprescindibile la proroga dei contratti Covid nelle scuole anche per il prossimo anno. È quello che abbiamo chiesto con convinzione all’Ufficio Scolastico Regionale nel corso dell’ultimo incontro, che chiederemo come sindacato ai tavoli nazionali e che ci auguriamo avvenga già nell’attribuzione dell’organico di fatto.

E’ tempo però che anche la politica faccia la sua parte: le nostre richieste e quelle dell’USR devono essere affiancate da quelle della Regione e di tutti i rappresentanti istituzionali. Per assicurare a tutti uguali condizioni di partenza, in attuazione dei principi costituzionali, sarebbe necessario invertire la tendenza dei tagli, rivedere i criteri di attribuzione degli organici, ancorati al mero parametro numerico e adeguarli all’ampliamento dell’offerta formativa che si è determinato in questi ultimi anni.

Lo studio, il sapere, la ricerca, la cultura, la scuola sono un investimento per il futuro. Per questo non ci stancheremo di chiedere che i 15 miliardi che il Documento di Economia e Finanza (DEF) prevede di spendere nei prossimi anni per il riarmo, siano invece restituiti all’istruzione“.