Scenari apocalittici o di speranza

XXXIII Domenica del tempo ordinario (b)

Mc 13, 24-32

Il Vangelo di questa domenica assume tinte apocalittiche, ma non nel senso che l’accezione comune di questo termine ci ha ormai abituati ad intendere. Esso infatti deriva dal greco apokálypsis, e vuol dire “gettar via ciò che copre”; “togliere il velo”; scoperta, disvelamento, rivelazione (Revelation è la traduzione inglese dell’omonimo testo biblico). Con il tempo, a causa dei contenuti del libro dell’Apocalisse*, il termine ha assunto sempre più il significato di catastrofe incombente.
Tuttavia, questi versetti non hanno il fine di proiettare oscuri e spaventosi scenari sul orizzonte del nostro futuro; Gesù non ha nessuna intenzione di fare “terrorismo psicologico”. Se è vero che vengono descritti degli eventi terribili, lo è anche che essi hanno sempre accompagnato la storia dell’umanità. Sappiamo bene come quest’ultima sia costellata da “tribolazioni”, non c’è bisogno di aspettarne “speciali”; la Parusia (la seconda venuta di Gesù) avverrà sì, ma nessuno sa quando: ne gli angeli del cielo ne Cristo stesso (cfr Mt 24,30). È inutile dunque lasciarsi schiacciare dall’angoscia nell’attesa di catastrofi, queste, infatti, già abbondano e sempre ci saranno, ma piuttosto, ciò che aneliamo di vedere, è la fine delle tribolazioni nel giorno in cui, sorgendo come il sole, verrà il Regno di pace e giustizia che il nostro Signore instaurerà.

+In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.+

“Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio”(Mt 5, 8): chi si è deciso per Cristo con cuore indiviso già partecipa alla visione del Regno che verrà. Gli occhi dell’anima, aperti da una fede robusta, rendono capaci coloro perseverano sulla via della santità, di sbirciare nell’eternità atemporale. Infatti una particolare grazia, concessa ai profeti e ai mistici permette di vedere già compiuta l’opera della Salvezza. È proprio questa visione che Gesù cerca di comunicare ai suoi discepoli. Ma perché questo avvenga è necessario vedere oltre ciò che getta angoscia e disperazione nel cuore.
Cerchiamo ora di comprendere il significato di questi versetti.

Come ben sappiamo gli astri, nell’antichità erano considerati delle divinità capaci di influenzare potentemente, se non di governare del tutto, il corso degli eventi e le vite dei singoli. Le stelle invece possono rappresentare coloro che detengono il potere e hanno grande influenza nel corso della nostra vita. Sul fatto che agli astri sia attribuita la forza di determinare il nostro destino, ne abbiamo abbondante testimonianza, sono molti quelli che credono nell’influenza delle stelle e seguono gli oroscopi. Stelle, o star, sono anche uomini e donne di “sucesso” (artisti, intellettuali, ecc.) che, assieme ai cultori del potere, sembrano tanto sopra di noi da essere associati agli astri che brillano nel cielo. La tirannia di queste “potenze” sarà sconvolta da Cristo che è al di sopra di esse, il quale porterà la sua legge di Amore. Così come le stelle notturne svaniscono dvanti al sole, allo stesso modo, la pallida ed illusoria luce che queste “stelle” emettono, svanirà davanti allo splendore del Vangelo. Una lettura ancora più attuale ci potrebbe far vedere queste “divinità” sotto forma di denaro, potere e successo, anche esse, come gli astri dell’ antichità, condizionano pesantemente le nostre vite, ma chi guarda a Gesù sarà liberato dal loro dispotismo. Esprimendoci brevemente potremo dire: “la Verità ci renderà liberi” (cfr Gv 8,32).

+Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.+

Nel cielo del cristiano ci sono altri astri a brillare, ma fra tutti sfolgora Cristo. Se vogliamo, questi angeli (dal gr. ángelos imessaggero’), sono gli apostoli e chi, dopo loro, continuerà a portare l’annuncio del Vangelo in tutto il mondo.

+”Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».”+

Il germogliare delle piante in primavera è preludio di quello che sarà il loro esplodere di vita nell’estate: bellezza e abbondanza fruttuosa. Sia nel passato che nel presente, possiamo vedere le primizie che annunciano la venuta del Regno di Dio attraverso le vite dei santi e dei profeti, i quali attualizzano il messaggio di Cristo nella loro epoca. La Parusia fiorirà e diventerà estate perenne, un evento attuale nella profezia e nella speranza di chi sa guardare, oltre il caduco velo del tempo, l’Eterno, Il quale resta però futuro, rispetto alle categorie e alle leggi dello spazio-tempo. L’uomo corre sul filo che divide queste due dimensioni: tempo ed eternità, entrambe ci appartengono, ma corriamo il rischio di confondere il loro p, quando abbiamo la presunzione di definire realtà che trascendono la nostra capacità di farlo. Quanti hanno fallito nel tentativo di conoscere la fine dei tempi? Non vale la pena nemmeno citare tutte le volte che qauesto è successo. Alla luce di questo, la nostra unica risposta non può che essere univoca, convertirci, credere al Vangelo e servirlo.

Fra Umberto Panipucci

Felice Domenica!

*Le concertanti rappresentazioni simboliche presenti nel libro dell’Apocalisse, sono legate alla grande sofferenza a cui i primi cristiani erano sottoposti: persecuzioni, martirii, ingiustizie; la prima comunità cristiana affrontava l’angoscia di quelle tribolazioni ravvivando la certezza che un giorno avrebbe prevalso per sempre la luce di Gesù sull’oscurità.