Sant’Antonio di Padova, giovedì 13 sulle tavole degli isernini il tradizionale “pane dei poveri”

Si tratta di una ricorrenza molto sentita nel capoluogo di provincia pentro

Giovedì 13 giugno si rinnova il tradizionale appuntamento con la festa di Sant’Antonio di Padova, ricorrenza molto sentita nel capoluogo di provincia pentro. Oltre alla classica processione con i cavalli, il culto del santo in città è legato anche alla storia che vede protagonista un bambino isernino, salvato da dal Santo da Padova grazie a un fioretto della madre e al cosiddetto “pane dei poveri”. A rendere nota questa vicenda, molto conosciuta tra i più anziani, ma molto meno nelle nuove generazioni, ci ha pensato Mauro Gioielli, giornalista, musicista, scrittore e, soprattutto, profondo conoscitore delle tradizioni isernine. «Tommasino era un bimbo di 20 mesi – si legge su Isernia Informa, pagina facebook gestita da Gioielli –. La madre, una signora di ricca famiglia, lo lasciò in casa da solo a giocare e lo ritrovò poco dopo senza vita, affogato in un mastello d’acqua. Disperata, la donna invocò l’aiuto di Sant’Antonio e fece un voto: “Fallo rivivere – disse implorante, rivolgendosi al santo –. Se otterrò la grazia, donerò a ognuna delle famiglie povere della città tanto pane quanto è il peso del mio bambino”. Il figlioletto tornò miracolosamente in vita e nacque così la tradizione del “pondus pueri”, alla quale è collegata l’usanza dei pani di Sant’Antonio (pane dei poveri)».
Dopodomani sulle tavole degli isernini non potrà mancare il famoso pane dei poveri, una tradizione legata al bambino isernino miracolato dal Santo di Padova e che, in qualche modo, mira a diffondere un gesto di solidarietà nei confronti di chi non aveva nulla da mangiare.

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