Sanità, sul blocco dell’extra budget il centrodestra fa marcia indietro e si ricompatta

Caos in Consiglio regionale con una maggioranza che sembrava disintegrata prima dell’intervento dell’ex governatore Iorio. Il centrodestra ha approvato un emendamento che ha sostituito la mozione firmata anche da sei esponenti dello stesso centrodestra  

In tarda mattinata l’intervento del segretario del Pd Vittorino Facciolla che sul finire ha chiarito, con toni aspri, la sua posizione in merito alla proposta di legge avanzata dalla collega di partito Micaela Fanelli sull’incompatibilità tra le figure di presidente di regione e commissario ad acta della sanità nell’ultimo semestre di mandato. «Sono fortemente e totalmente contrario alla proposta – ha detto Facciolla – e non mi convince né per ragioni politiche, né per ragioni giuridiche. Poi – ha proseguito – un atto di questa importanza andava valutato prima nel proprio gruppo politico e la mia firma non c’è, ma non c’è nemmeno quella del Movimento 5 Stelle. La politica del sospetto – ha detto ancora Facciolla andando nel merito – non può appartenere a chi è stato e ambisce di nuovo ad essere forza di governo.» In conclusione un battibecco proprio con la Fanelli con il segretario del Pd che ha invitato la collega a «non parlare sotto, semplicemente perché non si condivide quello che si dice». 

Nel suo intervento la capogruppo del Pd Micaela Fanelli non ha replicato al suo segretario, limitandosi a dire che sarà lui, ovviamente, a dettare la linea per le alleanze in vista delle regionali ed ha spiegato le sue ragioni in merito alla proposta di legge sull’incompatibilità. 

In mattinata già il capogruppo del Movimento 5 Stelle aveva annunciato la sua contrarietà alla PdL della Fanelli. Cosa ribadita in Aula dal consigliere Primiani che ha voluto fare ulteriore chiarezza. «Il MoVimento 5 Stelle – ha dichiarato – non è la stampella di nessuno, ma è semplicemente coerente, sempre. Da quattro anni diciamo che una delle cause principali del commissariamento in sanità è lo squilibrio che si registra nel rapporto coi privati accreditati. Lo certificano anche i ministeri e noi non chiediamo altro che riequilibrare quei rapporti per uscire dal Piano di rientro. Dai banchi del Movimento nessuno ha mai voluto demonizzare la sanità privata, che per noi deve essere complementare al sistema sanitario pubblico, ma non deve sostituirsi ad essa. Sul tema, però, si registrano strani movimenti politici che ho evidenziato in Aula.»

Numerosi altri interventi sino a quando l’Assise ha deciso di sospendere la seduta per trovare una sintesi sulle le mozioni presentate. Il Movimento 5 Stelle ha ritirato la precedente, presentandone una nuova che aveva trovato l’appoggio di parte della maggioranza (sei consiglieri). C’era stata quindi l’iscrizione e l’immediata discussione di una mozione che, tra le altre cose, impegnava il presidente a chiedere ai ministeri competenti di sospendere la valutazione del Programma Operativo 2022-2024, nelle more della ricezione delle osservazioni del territorio e a sollecitare la sottoscrizione di nuovi accordi contrattuali alle strutture private convenzionate prevedendo il blocco dell’extra budget, al fine di evitare l’aggravarsi dei contenziosi. La mozione era stata firmata dai sei consiglieri del Movimento 5 Stelle e da altri 6 esponenti della maggioranza, Toma compreso. 

A questo punto c’è stata una lunghissima sospensione durante la quale si sono susseguiti incontri e telefonate. Alle 22 sono ripresi i lavori con l’intervento, a sorpresa, di Iorio che ha teso una mano a Toma attraverso un emendamento che “impegna il presidente a chiedere ai ministeri competenti di sospendere la valutazione del Programma Operativo 2022-2024 e a comunicare ai misteri stessi l’apertura di un confronto istituzionale/politico con il governo e con il consiglio regionale sulla bozza del Piano Operativo Sanitario già inviato e di trasmettere gli esiti ai dicasteri competenti al termine del confronto in parola.” 

Bocciato il sub emendamento presentato da Fontana che riproponeva le parti della mozione cancellate dall’emendamento. 

Approvato l’emendamento illustrato da Iorio con i voti a favore di 11 consiglieri di maggioranza. Contrari i 6 esponenti dei 5 Stelle, assenti i due del Pd. Approvata la mozione emendata con i voti degli 11 consiglieri di maggioranza, astenuti i 6 del Movimento 5 Stelle. Astenuto il presidente Toma in entrambe le votazioni.

Come era successo nella seconda mozione di sfiducia a Toma, prima firmata da alcuni esponenti della maggioranza, e poi respinta, così questa volta molti esponenti della maggioranza hanno prima firmato una mozione per poi sostituirla con un emendamento che ha cambiato la mozione.