Sanità, l’agenda della ministra Grillo resta fitta

Di Rienzo

Da oggi riparte ufficialmente l’attività politica interrotta dalla pausa del ferragosto, segnata dalla tragedia di Genova e dal sisma che ha colpito la nostra regione negli ultimi giorni. In particolare è attesa la seduta del parlamento chiamato ad ascoltare il ministro Toninelli sul ponte di Genova e della vicenda Autostrade.

In tema di sanità, soprattutto, l’agenda politica nei prossimi giorni sarà chiamata a definire la vicenda dei presidenti – commissari, sulla quale c’è forte attesa (e tensione) in Molise. La ministra Grillo non ha fatto nulla per nascondere la sua volontà di intervenire con una norma per riportare l’incompatibilità tra i due ruoli. Obiettivo il presidente della Campania Vincenzo De Luca, sul tavolo c’è la nomina a commissario del presidente Donato Toma (che ha ricevuto il supporto della Conferenza Stato Regioni) e le richieste forti che arrivano dal presidente della Calabria Mario Oliverio che chiede da anni la rimozione del commissario Massimo Scura per prenderne il posto.

Quella che si prospetta per la sanità italiana è una partita non facile: all’esame delle forze politiche la questione vaccini, la Legge di Bilancio, la revisione dei criteri per il riparto del Fondo sanitario, il Ddl Antiviolenza, ma anche il Piano sulle liste d’attesa, l’edilizia sanitaria, la trasparenza sui Lea e Piani di rientro. Un menù ampio che suscita attese e divisioni nel campo politico e in quello delle professioni mediche: soprattutto sui vaccini che, tra circolari, nuovi disegni di legge, le folkloriche uscite della senatrice Paola Taverna e gli emendamenti al Milleproroghe che non hanno convinto medici, scienziati, regioni e perfino i presidi, senza dimenticare il disappunto del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Ma in gioco c’è la conferma, nella legge di bilancio, del miliardo di euro di aumento al Fondo sanitario deciso dal governo Gentiloni e del decreto tariffe che consentirà ai nuovi Lea di andare a regime (la ministra ha detto che mancano 600 mln). In ballo anche la revisione dei criteri del riparto del Fondo Sanitario nazionale: l’obiettivo secondo il governo è quello di aiutare le regioni meridionali da sempre penalizzate ma anche colpevoli di aver gestito la sanità delle loro regioni in modo disastroso, così come per l’edilizia sanitaria per la quale Grillo ha detto che servono 32 miliardi di euro.

Nel dibattito entrerà prepotentemente la questione relativa alla nuove misure per le nomine dei manager di Asl e ospedali. Per il Ministro Grillo la Legge Lorenzin che ha istituito l’albo nazionale non è sufficiente e in questa direzione i pentastellati hanno depositato una proposta di legge che stringe ancora di più le maglie della selezione. Un argomento che potrebbe trovare l’opposizio- ne delle Regioni, restie a perdere il potere di nominare il management. Infine si tornerà a parlare del piano liste di attesa, tristemente conosciute dai cittadini molisani. In giugno il Ministro della salute chiese alla Regioni un report: a due mesi dall’annuncio sembra si siano perse la tracce dell’annuncio. Un argomento sul quale resta pendente la vecchia questione dell’intramoenia che dalla fine degli anni ’90 con la riforma Bindi viene messa sotto accusa.

RedPol

 

Di Rienzo

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli