Sanità, il consiglio approva di aprire un tavolo di confronto con le istituzioni

Il sindaco Francesco Roberti: «I commissari ad acta non hanno la possibilità di decidere su nulla»

REDAZIONE TERMOLI

Aggiornamento 13.30: Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno integrato che prevede di aprire «un tavolo di confronto con il Presidente della Regione Molise, Donato Toma, l’assessore regionale alla Sanità, con il Ministro alla Salute, Giulia Grillo e con il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per arrivare a un intervento che ristabilisca in Molise una organizzazione sanitaria adeguata alle esigenze della popolazione, attraverso la stesura di un Piano Sanitario Regionale equilibrato e l’immediata indizione dei concorsi».

Aggiornamento ore 11.49: La conferenza dei capigruppo ha approvato l’emendamento presentato dalla consigliera di maggioranza, Fernanda De Guglielmo. Il Comune di Termoli si appella, quindi, anche al Ministro della Salute, Giulia Grillo, e a quello dell’Interno, Matteo Salvini, per cercare di risollevare le sorti del San Timoteo. Il consiglio comunale, quindi, chiede che «venga immediatamente aperto un tavolo di confronto con il Presidente della Regione Molise, Donato Toma, l’assessore regionale alla Sanità, con il Ministro alla Salute, Giulia Grillo e con il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per arrivare a un intervento che ristabilisca in Molise una organizzazione sanitaria adeguata alle esigenze della popolazione, attraverso la stesura di un Piano Sanitario Regionale equilibrato e l’immediata indizione dei concorsi». Critico anche il sindaco Francesco Roberti nei confronti dell’operato dei commissari ad acta: «Non hanno la possibilità di decidere su nulla, neanche di spostare un bicchiere. Il problema è della politica nazionale perché oggi gli interlocutori nazionali si sono venduti la sanità alle lobbies».

La richiesta è quella di «puntare ad avere un Dea di II Livello su Campobasso perché non si possono passare ore al telefono a chiedere un posto letto a Foggia, Ancona e Pescara». E’ quanto affermato dall’ex direttore sanitario del San Timoteo, Filippo Vitale, in apertura del consiglio comunale monotematico richiesto dalle minoranze di Partito Democratico, MoVimento 5Stelle e Rete della Sinistra, per valutare la situazione del San Timoteo, del punto nascita e, in generale della sanità molisana. «C’è ancora in essere il piano operativo 2015-2018 – ha affermato Vitale – che prevedeva la riconversione di Larino in ospedale di comunità e Termoli come presidio ospedaliero Spoke di primo impatto per una serie di patologie tempo dipendenti ed elettive. Oggi non abbiamo ancora attivato questo piano operativo. In particolare non sono state attivate la riabilitazione intensiva, la lungodegenza, non abbiamo incrementato o attivato i posti letto di oncologia e altre piccole situazioni ma sono stati disattivati alcuni letti di cardiologia e chirurgia generale. Fino a quando questo piano non sarà attivo non si potrà parlare di altri piani operativi». Secondo Vitale il problema principale del San Timoteo è quello «della continua incertezza. Se si mette sempre in discussione delle unità operative come ostetricia, chirurgia, ortopedia, emodinamica si crea nella popolazione e negli addetti ai lavori una incertezza. Quale medico di 30 anni investirebbe nella sua carriera in Molise sapendo che dopo 2 anni la situazione potrebbe cambiare di nuovo? Ci deve essere un punto fermo e il nuovo piano operativo deve partire da quei dati e da quelle unità operative e verificare perché non si è potuto attivare quanto era previsto». Sotto la lente anche la questione del punto nascita. «A Roma, nel corso dell’incontro con il Comitato percorso nascita è venuto fuori che il punto nascita non si chiude per i 300 parti ma perché non ci sono i ginecologi e torniamo al discorso dell’incertezza. Ho personalmente contattato marito e moglie a Milano, ginecologo e pediatra, che hanno evidenziato proprio il discorso dell’incertezza del futuro». Focus anche sulla rete delle emergenze. «Gestiamo al 100%, h24, la rete dell’emergenza dell’infarto mentre ci appoggiamo a Vasto per la rete delle emergenze dell’ictus dando a loro possibilità di appoggiarsi a noi per quella dell’infarto. Non c’è la stessa gestione, invece, sulla rete dell’emergenza delle nascite e sul politrauma».

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