Sanità, esternazioni forti dai banchi della maggioranza. Scarabeo: “Spero non sia il gioco delle tre carte”

“Riflettendo su quanto accaduto nel Consiglio Regionale monotematico sulla sanità molisana, ho parafrasato un vecchio detto molisano:”a te suocera lo dico, tu nuora m’intiendi….” -si legge in una nota stampa a firma di Massimiliano Scarabeo- Certe affermazioni venute fuori da questa seduta di Consiglio lasciano capire, ai pochi che ancora non lo avessero fatto, in che pasticcio ci siamo cacciati nel Molise. Tralascio di commentare le questioni tecniche tra le quali la pregiudiziale se discutere o meno di sanità in Consiglio Regionale (di grazia, e dove se no?) dove anche su questo, il pater patriae non ci ha capito una cippa; per evidenziare che la questione ormai deflagrata in tutta la sua crudele realtà, sta addirittura peggiorando. Meno male che alle decisioni del Direttore Generale Asrem e alle sparate sul POS, da parte del Commissario ad acta, qualcuno della maggioranza in Consiglio, sta, giustamente, aprendo gli occhi. Ecco quindi la parafrasi a cui all’uno si rivolge il discorso, agli altri l’intendimento! E lo dice apertamente, affinché capiscano bene, (what else). E non c’è niente di sbagliato in tutto questo, perché la sottolineatura che certe decisioni vanno prese “insieme” e nell’interesse di tutti, (aggiungerei io), è proprio ciò che in questi anni,con questa gente, non è mai accaduto. Eppure le tante manifestazioni sul tema, la prossima quella di Campobasso, i tanti morti per non avere un ospedale Covid free, i tagli indiscriminati, avrebbero dovuto svegliare le menti pensanti che governano il Molise. In molti della società civile,me compreso, lo va dicendo da tempo, Fratelli d’Italia lo ha più volte ribadito con Michele Iorio, Aida Romagnuolo e col Coordinatore Di Sandro: così non si va da nessuna parte! E fosse soltanto la sanità…!L’ insipienza di qualcuno, mista a presunzione, i problemi di udito di molti altri a questi richiami, ci ha portato ad essere ai margini di ogni più rosea aspettativa, in quello stesso buco in cui sempre più spesso troviamo relegato il gradimento di chi deve decidere per noi . Al di là di ciò che potrebbe accadere sulla possibilità che anche la coscienza di qualche altra mente benpensante, dovesse ravvedersi (non è vero ma non sarebbe mai troppo tardi se accadesse), una conferma questa esternazione forte, politicamente parlando, l’ha data e questa irrispettosa “uscita dai ranghi”, l’ha decretata: questi sono davvero da mandare a casa il prima possibile!”