Sanità e controlli Nas, La Vecchia (Fismu): «Ora dalla politica attendiamo gesti concreti»

«Il 25% degli ambulatori di continuità assistenziale (la cosiddetta guardia medica) è in strutture fatiscenti e insicure. Ma quanto emerge da un controllo dei NAS a livello nazionale per Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti – FISMU, “è solo la punta dell’iceberg”». Ernesto La Vecchia, segretario regionale Fismu – Molise, è netto: «I NAS hanno fatto bene il loro lavoro, ma questa grave situazione, che potremmo anche definire di illegalità, è tollerata da 30 anni nonostante le ripetute proteste e denunce dei medici e di Fismu, ma la politica regionale ha fatto finta non vedere. Se si facessero controlli a tappeto – continua – il quadro sarebbe anche più sconfortante e drammatico. Questa è, appunto, la punta dell’iceberg di una storica cattiva gestione di un settore fondamentale per la tutela della salute H24. Regioni da un lato, ma anche i diversi ministri che si sono succeduti in questi 30 anni, hanno considerato (quella che una volta si chiamava) la guardia medica, strutture e medici, come un servizio di serie B. E non è un caso che i professionisti della continuità assistenziale siano stati spesso oggetto anche di numerose aggressioni, alcune con esito tragico. Questo quanto rilevato dai NAS nella nostra regione: NAS Campobasso. Nel corso di 5 differenti ispezioni presso servizi di continuità assistenziale delle province di Campobasso e Isernia, sono state contestate violazioni circa carenze strutturali ai servizi igienici, l’assenza di sistemi di sicurezza anti-intrusione idonei a garantire la sicurezza dei medici, la mancanza di una sala d’attesa, l’assenza di DPI, la mancanza di materiali di consumo e di attrezzature nonché la mancanza di idoneo accesso per le persone con disabilità. La medicina sul territorio – conclude La Vecchia – è forte se ogni sua componente funziona: oggi non è così per responsabilità delle istituzioni. E per la continuità assistenziale lo ha certificato anche l’indagine dei NAS. Ora basta, la regione intervenga, convochi i sindacati e avvii una modernizzazione e il potenziamento delle strutture e dei servizi. Il Paese oggi più che mai, in piena emergenza Covid19, ha bisogno, di una assistenza ai cittadini H24 che mette in rete ambulatori moderni e personale valorizzato».