Sanità, Buono alla manifestazione del 3 marzo e poi sit in all’ospedale di Venafro

“Dopo Roma sarò alla manifestazione del 3 marzo a Campobasso per rivendicare il diritto ad essere curati” lo dice Stefano Buono, dirigente regionale del Pd.
Per Buono: “Le fibrillazioni territoriali di queste ore ci danno il segno del continuo stato emergenziale della sanità. Da Venafro a Termoli comitati e personale medico e paramedico, al quale esprimo piena solidarietà, palesano il malessere per l’attuale condizione della rete ospedaliera pubblica e per la mancanza di risorse. Agli amici del comitato San Timoteo di Termoli, che legittimamente manifestano l’intenzione di essere annessi all’Abruzzo vista la situazione sconcertante dei servizi, dico ragioniamo assieme di Macro – Regione e non di annessione di un pezzo del Molise. Il 29 febbraio ne discuteremo a Venafro assieme al Senatore ed ex Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. L’assenza e la bassa qualità di servizi possono essere un pezzo, sicuramente significativo, di un ragionamento complessivo che deve riguardare la voglia di mettere in campo una progettualità comune ed una cooperazione rafforzata con le altre Regioni e che, sicuramente, può portare benefici in termini di qualità delle politiche pubbliche.
Il caso della Sanità molisana è particolarmente eclatante. Commissariati da più di 12 anni non siamo in grado di rimettere i conti a posto (il disavanzo certificato è tornato ad essere di 60 milioni di euro) e di organizzare un servizio sanitario efficace ed efficiente. Non si è nemmeno in grado di configurare una rete di emergenza – urgenza degna di questo nome: il caos che i pronto – soccorsi sono costretti quotidianamente ad affrontare sono sotto gli occhi di tutti.
Il primo passo, come ho sempre ribadito, consiste nel chiedere ed ottenere la deroga ai stringenti parametri del Decreto Balduzzi che hanno penalizzato il Molise e che, se non rivisitati, condanneranno la sanità pubblica di questa Regione ad un inesorabile declino. Una prima e parziale possibilità è inscritta nel Patto per la Salute (firmato in conferenza Stato-Regioni e avvallato dai dicasteri competenti Salute, MISE e Funzione Pubblica) che oltre a contenere già delle possibilità di deroga ci consegna anche la possibilità di stabilizzare e assumere nuovo personale.
Nelle more bisogna sospendere la costante soppressione di reparti alla quale assistiamo. Ma ciò, evidentemente, non sta avvenendo. Con forza dobbiamo chiedere immediatamente dei provvedimenti che vadano in tal senso. Ecco perché propongo anche a Venafro una manifestazione da tenere all’interno del SS. Rosario per il giorno sabato 14 marzo. Non possiamo cedere alla rassegnazione; il diritto ad essere curati e ad avere l’erogazione di un servizio degno di questo nome deve vedere anche i venafrani in prima fila, in virtù della Storia del nostro “SS. Rosario” e di come quest’ultimo può e deve tornare ad essere un ospedale di riferimento.

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