Sanita’ al centro del dibattito politico, Buono: “Investimento su ospedali pubblici e questione S.s. Rosario”

Parte la campagna elettorale ma anziché parlami di nomi dovremmo adesso e soprattutto in vista delle prossime regionali mettere al centro del dibattito politico i temi. Il tema prioritario nella Nostra regione deve essere la sanità. A tal proposito vorremmo far partire a settembre una grande discussione con apposite assemblee pubbliche allargate sulla tematica.

Non possiamo dimenticare che il Molise è ancora oggi l’ultimo per quanto riguarda l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Dobbiamo partire dalla consapevolezza che siamo l’unica regione che da più di 15 anni è commissariata e che non riesce ad uscire da questa emergenza straordinaria, anzi continua a produrre un peggioramento della situazione complessiva. L’attuale commissario ad Acta, Donato Toma, Presidente della Regione targata centro destra, ha continuato a produrre macerie sia dal punto di vista della impossibilità del rientro del debito sia dal punto di vista della incapacità di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini molisani. Abbiamo di fronte la grave vicenda del non funzionamento della rete di emergenza/urgenza, con i prontosoccorsi non dotati delle idonee risorse e impossibilitati a lavorare. Se una persona incorre in un incidente o in una patologia tempo dipendente difficilmente ha la possibilità di salvarsi.

Lo smantellamento degli ospedali pubblici che ha caratterizzato le politiche sanitarie regionali degli ultimi anni non solo ha privato i cittadini della possibilità di curarsi in Regione ma non ha neanche reso merito alle tante professionalità che nel pubblico, nonostante la carenza di risorse, hanno sempre continuato a lavorare con impegno, professionalità e diligenza

Il San Timoteo di Termoli, il Caracciolo di Agnone, il Vietri di Larino sono tra le strutture che hanno subito le maggiori vessazioni nei vari Piani Operativi Sanitari susseguitisi negli ultimi anni. Il SS Rosario di Venafro è forse la struttura ospedaliera che ha subito il più grave processo di smantellamento, ridotta addirittura ad ospedale di Comunità che, tradotto in parole povere, significa Casa per anziani. Paradossale perché era un ospedale che funzionava erogando servizi di qualità, chiudeva il bilancio in attivo e garantiva la mobilità attiva, ovvero sia attraeva pazienti dalle regioni limitrofe. Tutto ciò, che avveniva per via non solo della sua capacità di efficienza ma anche per la posizione geografica favorevole, riusciva a portare anche economia di indotto sul territorio e contemporaneamente a migliorare il bilancio regionale dell’ente.

Su questa vicenda in particolare noi abbiamo assistito al silenzio totale del Sindaco e di tutta l’amministrazione di Venafro che hanno deciso di rimanere legati al guinzaglio politico di Donato Toma, barattando, evidentemente, una convenienza politica contro l’interesse dei cittadini di questo territorio.