San Pietro Celestino, l’anno della riscoperta

Una serie di iniziative promosse da Comune e Diocesi mirano a rivitalizzare il culto del patrono. Ieri i festeggiamenti rovinati dalla pioggia

Camera di Commercio – SPID

Ridare vigore a un evento, religioso e civile, importante per la città di Isernia. Questo l’obiettivo che la Diocesi di Isernia-Venafro, in collaborazione con le istituzioni locali, ha intenzione di portare avanti. In occasione dei festeggiamenti di San Pietro Celestino, patrono di Isernia, il messaggio del vescovo di Isernia-Venafro, monsignor Camillo Cibotti. Più che il gran rifiuto Celestino V dovrebbe essere ricordato per la sua umiltà e per il suo coraggio di voler cambiare le cose. Il vescovo Cibotti vede delle somiglianze tra l’operato del pontefice isernino e l’attuale Papa Francesco, entrambi spinti dalla volontà di mettere al centro della Chiesa gli ultimi, svestendo il mondo dai giochi di potere, dagli intrighi che generano male e povertà. «Sembra quasi che il Santo Patrono sia mortificato, perché non è sentito come ad esempio accade a Venafro per i Santi Nicandro, Marciano e Daria – ha dichiarato il vescovo Cibotti –. Per tale motivo risulta essere fondamentale anche lo sforzo della Chiesa e del Comune di dare lustro, organizzando iniziative che possano fare di questo momento un evento cittadino e, più in generale, molisano. San Pietro Celestino è ricordato nella storia e non solo per il “gran rifiuto”. Ma, perché in lui vediamo qualcosa che oggi è ancor più rivalutato, in forza anche della figura di Papa Francesco: vale a dire l’umiltà e la semplicità di Papa Celestino. Non tanto la paura di portare avanti un onere così grande come il governo della Chiesa di quel tempo, ma piuttosto il sentire la sua piccolezza e la sua non diretta comprensione di una realtà che era più grande di lui. Ci vuole coraggio e io vedo San Pietro Celestino come un uomo coraggioso, che ha detto di no al potere, agli intrighi e che si è posto di fronte a Dio con coscienza: salvare l’anima o cedere alle varie lusinghe politiche del tempo».

Intanto, nonostante il maltempo, le bancarelle hanno fatto la loro comparsa nel centro storico e gli isernini hanno riposto presente. La fiera, quest’anno, si snoda da largo Cappuccini fino a piazza Tullio Tedeschi. Nel pomeriggio, ore 17.15, la statua portata in processione lungo le strade della città. Nella mattina, invece, una conferenza stampa, a cui hanno preso parte monsignor Cibotti, il sindaco d’Apollonio, l’assessore alla cultura, Eugenio Kniahynicki, la rappresentante del Rotary club Emilia Vitullo, il presidente della proloco Michele Freda e lo storiografo Fernando Cefalogli. Motivo dell’incontro svelare i dettagli di un’iniziativa, ideata proprio dal Rotary isernino e che coinvolgerà più soggetti istituzionali. Si tratta del progetto “Celestino uomo di pace” (Sulle orme di Celestino), che il prossimo ottobre riproporrà, in chiave di rievocazione storica una tre giorni con figuranti in costumi d’epoca, l’episodio dell’arrivo e della permanenza del Papa isernino nella sua città nelle date del 14 e 15 ottobre 1294. Ma sarà l’occasione anche per organizzare dibattiti e convegni sulla figura di Celestino V e organizzare altri eventi a margine, come la riscoperta dei giochi tipici d’un tempo.

Camera di Commercio – SPID

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