«Salvini e la politica del fare per rilanciare Termoli». La Lega si presenta

Mazzuto: «Rilanciamo Termoli porta dell’est del Molise». Roberti: «Sono tranquillo perché si vince. Al primo posto attenzione ai cittadini»

REDAZIONE TERMOLI

Si sono presentati con lo sfondo del mare a dimostrazione che il concetto di Termoli come «porta dell’est del Molise» è uno dei capisaldi della Lega. Il partito di Matteo Salvini riparte anche dal basso Molise a sostegno della candidatura a sindaco del centrodestra di Francesco Roberti. In attesa che il vicepremier arrivi il 15 maggio a Campobasso, la Lega ha voluto presentare la sua squadra in vista delle amministrative del 26 maggio. «E’ la prima volta che presentiamo la lista per le comunali qui a Termoli – ha affermato il coordinatore regionale del partito di Salvini, Luigi Mazzuto – ci aspettiamo molto in termini di idee, squadra e professionalità che stiamo mettendo accanto a Roberti candidato sindaco. L’abbiamo voluto noi della Lega – ha rimarcato – ed è un candidato che non ha pari». Di qui proprio l’appello a Roberti: «quello che chiediamo – ha affermato Mazzuto – è il massimo impegno perché questa città merita molto di più di quello che è stato fatto finora. Abbiamo una squadra con due consiglieri comunali uscenti che hanno fatto gruppo scegliendo il percorso della Lega già da tanto tempo, poi abbiamo dentro gente nuova che ha deciso di mettersi in gioco per rilanciare Termoli come porta dell’est del Molise. Termoli importante per l’economia della regione». Sotto la lente la politica di Salvini «che è la novità della politica, lo sta dimostrando con la politica del buonsenso e del fare. Le cose che si promettono si devono fare quelle che non si possono fare non si devono promettere – ha affermato ancora Mazzuto – intanto partiamo dalle cose che si possono fare per Termoli, da quelle che volevano realizzare gli altri ma che non sono stati in grado di fare». Roberti, dal canto suo, ha parlato di quello che ha intenzione di fare come primo punto del suo programma elettorale. Di qui il no secco «alle cattedrali nel deserto. Al primo punto ci sarà l’attenzione per le fasce più deboli e le famiglie che vivono la precarietà. Dobbiamo andare a dormire con la speranza. Io sono termolese e Termoli con il sudore e il sacrificio, lavorando notte e giorno con il consorzio, la pesca e gli artigiani è quella che ha mantenuto il Pil di questa regione e quindi se noi, con i nostri sacrifici, abbiamo consentito a questa regione di essere una regione bella, tranquilla, abbiamo consentito all’alto Molise di uscire dal proprio isolamento perché non ci siamo mai tirati indietro nei momenti di difficoltà, adesso abbiamo dei problemi chiediamo aiuto alle istituzioni regionali, al presidente Toma, e ai nostri concittadini. Perché se Termoli cresce, cresce anche il Molise». Roberti ha puntato l’attenzione anche sull’essere comunità. «Dobbiamo essere una squadra. Non esiste un uomo solo al comando. Dobbiamo portare all’interno delle istituzioni il grido di preoccupazione dei cittadini che quotidianamente vivono le difficoltà». E ancora la “volata” della campagna elettorale. «Noi queste elezioni le vinciamo – ha affermato Roberti – sono tranquillo e deciso e quello che è certo è che non avrò un giorno di tempo da perdere se non per questa città. Lo dobbiamo ai tanti giovani che sono costretti ad andare via da questa città. Non è più possibile. Non possiamo promettere illusioni e libri dei sogni, ma il saper ascoltare ed essere di nuovo una comunità». No, quindi, alle cattedrali nel deserto e sì all’attenzione nei confronti delle fasce più deboli «e alle famiglie che vivono la precarietà. Dobbiamo tornare a dormire con la speranza». Ancora l’attenzione al depuratore («chiederemo finanziamenti per la sua delocalizzazione») e alla partecipazione dei cittadini attraverso la creazione dei «consigli di quartiere dove ci saranno coloro che non sono stati eletti ma che si vogliono mettere a disposizione per il proprio quartiere. Ad ogni comitato sarà data una somma simbolica di 20mila euro che potrà essere utilizzata come il consiglio deciderà. Io incontrerò i consiglieri di quartiere ogni sabato mattina e insieme presenteremo dei progetti cantierabili subito. Se poi avremo fatto tutto male – ha concluso Roberti – toglieremo il disturbo».

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