Salva una bimba dalla morte, encomio per un militare della Capitaneria

La storia di Giuseppe Prete: “L’ho vista a bordo piscina incosciente e ho fatto di tutto per salvarla. Ma non chiamatemi eroe”

“Tengo a precisare che non mi sento un eroe. Chiunque al posto mio e addestrato come me avrebbe fatto la stessa cosa”. Sono queste le parole di Giuseppe Prete, militare della Capitaneria di Porto di Termoli che questa mattina, 30 settembre, ha raccontato l’episodio, per fortuna a buon fine, che lo ha visto protagonista. “Lo scorso 31 luglio ero ad una festa privata con la famiglia in una struttura con piscina quando ho sentito delle urla provenire proprio dalla piscina. Mi sono recato sul posto e ho visto stesa a bordo piscina una bambina di circa 6 anni incosciente”. A quel punto Giuseppe ha fatto quello che il suo addestramento gli ha insegnato. “Ho iniziato a fare il massaggio cardiaco e sono andato avanti per 10 minuti, fino a quando non sono arrivati i soccorsi del 118”.Nel frattempo la bambina aveva ricominciato a respirare “e quando le hanno misurato la saturazione era del 98% segno che le vie respiratorie erano libere”. Trasferita in ospedale ha ripreso conoscenza 36 ore dopo e con il passare dei giorni il quadro clinico è tornato stabile e lei, miracolosamente, non ha riportato alcun danno. “Ogni tanto mi sento con la famiglia che non conoscevo prima di questa vicenda – ha affermato ancora il militare – e mi hanno scritto il primo giorno di scuola della bimba dicendo che se non ci fossi stato io non avrebbero potuto godere di questa emozione”. In onore di Giuseppe è stata realizzata anche una targa commemorativa ed è stata organizzata una serata evento. “È bello sapere di avere delle persone al tuo fianco che sono così preparati a fare quello che viene insegnato loro in addestramento – ha affermato il comandante della Capitaneria di Porto Sergio Mostacci – significa che il duro l’lavoro che portiamo avanti ogni giorno serve anche quando non si è materialmente in servizio”. Al ricordo di quegli attimi a Giuseppe si spezza la voce in gola. “Non ho mai pensato di fermare la respirazione. Era una bambina chiunque l’avrebbe fatto. Ma ripeto, non mi sento un eroe”.