Salute mentale e prospettive di lavoro, benefici anche per spesa pubblica

Melfi 3×1

L’inserimento socio-lavorativo di persone con un qualche tipo di disagio potrebbe suonare come una realtà senza alcun ostacolo, ma non sempre è così.
Leggi a tutela ne sono venute fuori, le categorie protette hanno beneficiato di agevolazioni impensabili fino a qualche decennio fa, eppure la “coscienza sociale” non è ancora prontissima alla tematica, idem per l’organizzazione generale e gli snellimenti burocratici.
Proprio in questi giorni di aprile, alla commissione Affari Sociali sulla tutela della Salute Mentale, Barbara Costantini dell’Aippc diceva in proposito: «Molte persone con sofferenza mentale non trovano lavoro e, anche se succedesse, hanno poi difficoltà a mantenerlo».
Lottare contro l’esclusione pregiudizievole significa permettere alle persone di accedere non solo alle cure, ma anche al posto in società che spetta, dove l’etichetta, lo status negativo non dovrebbe esistere. Da considerare anche che l’interessato stesso, in un momento storico votato all’immagine, all’essere “popular”, potrebbe bloccarsi, avere pregiudizi su se stesso e non chiedere aiuto. Da un lato la società può marginalizzare, dall’altro l’indivuduo sofferente si autoesclude e, non curandosi in nessun modo, la sua prognosi peggiora. E il peggioramento può coincidere con il ricovero, pesante per sia per il diretto interessato che per la sanità pubblica.
Massimo di Giannantonio, presidente della Società italiana di psichiatria (Sip) parla infatti di “revolving door”, la sindrome della porta girevole, con rientri ripetuti e ravvicinati dei pazienti nei reparti ospedalieri psichiatrici, ricordando i dati nazionali: «Agisce in maniera drammatica l’insufficiente porzione di Pil e di finanziamento che lo Stato italiano indirizza al Sistema sanitario nazionale nei dipartimenti di Salute mentale. Se in Germania e in Inghilterra è del 7.5% e in Francia del 6.5%, in Italia è sotto il 3.2%». E se parliamo di regioni, in Molise le cifre sono ancora più preoccupanti. Dati che rappresentano il più grave ed evidente effetto della mancata o insufficiente presa in carico del problema, conseguente al depauperamento in personale del Ssn e in particolare dei servizi psichiatrici, dovuto alle politiche di selvaggia e indiscriminata riduzione della spesa perseguite.
Con queste percentuali è difatti difficile concepire le cure base, ancor di più progetti per la ricollocazione sociale dei pazienti. Il problema della salute mentale non si ferma solo agli ostacoli culturali, ma anche ai modelli organizzativi. Va promossa una volontà di ri-abilitazione e di re-inserimento nell’ambiente di vita della persona che ha problemi, con attività strutturate e durature in seno alla collettività. Va favorita la riacquisizione/acquisizione di abilità necessarie all’autonomia personale, e bisognerebbe puntare ad incrementare le risorse relazionali interpersonali e psicosociali per consentire alla persona di recuperare il proprio ruolo sociale e lavorativo. Necessario il potenziamento, quindi, delle attività di prevenzione, di riabilitazione e di inclusione sociale e lavorativa (che secondo indagini evita ricoveri e spese mediche) attraverso la valorizzazione dei Csm, dei Centri diurni, delle cooperative sociali, delle figure professionali (psichiatri, psicologi, assistenti sociali, educatori, ecc.), anche mediante un miglior utilizzo di alcuni strumenti quali la co-progettazione e l’accreditamento, previsti dalla normativa vigente, che consentono la realizzazione di forme innovative di partenariato pubblico-privato.
A Campobasso attualmente esiste una Rete che tramite diverse sinergie (Csm, associazioni di familiari, ecc.) ha superato diversi scogli. C’è Laboratorio Aperto, cooperativa sociale che si occupa dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, che acquisiscono capacità professionali e ritrovano il senso della quotidianità. Attualmente sono attivi un laboratorio creativo, la gestione turistica del principale monumento cittadino, il Castello Monforte, la gestione di siti web, come ad esempio rsmcampobasso che riguarda la salute e il benessere psicologico, nonché un servizio di gestione del verde pubblico.
Senso di ritrovamento del proprio posto sociale, benessere, consolidamento del vivere comune e costi complessivi inferiori per la collettività.

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