“Round Trip”, Termoli piazza di spaccio della Società Foggiana: quattro arresti (IL VIDEO)

I dettagli dell’operazione compiuta all’alba di sabato scorso dalla Squadra Mobile di Campobasso. Cocaina ed eroina arrivavano direttamente da San Severo per un giro d’affari da 60mila euro al mese. Il dirigente Marco Graziano: “L’infiltrazione pugliese in basso Molise è una realtà. La costa, criminalmente parlando, appartiene più a San Severo che alla provincia di Campobasso”

Prendevano la droga a San Severo e, attraverso il telefono, avvisavano i basisti molisani che il ‘carico’ era in arrivo. Questi avvertivano a loro volta i tossicodipendenti locali e, nel giro di poche ore, riuscivano a piazzare tutta la sostanza sul mercato bassomolisano.

Un gruppo “bene organizzato, che agiva a livello imprenditoriale” con la droga, eroina e cocaina, che arrivava direttamente da San Severo, trasportata dai pluripregiudicati locali e “qualitativamente di un livello superiore” che riusciva a fruttare “una stima che per difetto arrivava anche a 60mila euro al mese e più di 2mila euro al giorno”.

E’ stata denominata “Round Trip” (andata e ritorno) l’operazione che all’alba di sabato scorso ha portato gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso ad arrestare 4 persone con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Il blitz, scattato all’alba anche con l’ausilio di elicotteri, ha interessato contemporaneamente San Severo, Termoli e Montecilfone. In manette sono finiti quattro pregiudicati, un 26enne e un 22enne di San Severo che sono stati associati al carcere di Foggia, un 36enne di Termoli trasferito in carcere a Campobasso e un 38enne nato a Termoli che ha avuto la misura degli arresti domiciliari.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questa mattina, 22 settembre, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in Questura a Campobasso dal capo della Squadra Mobile, Marco Graziano. L’indagine, andata avanti durante tutto il periodo estivo, ha consentito agli agenti della Squadra Mobile di sgominare un gruppo bene organizzato che aveva fatto della sua base operativa prima la zona di Rio Vivo e del lungomare sud di Termoli per poi spostarsi quotidianamente in altre piazze di spaccio sempre nella città bassomolisana “e creare una rete di piazze di spaccio mobili su tutto il basso Molise”.

Il basso Molise nelle ‘mani’ della criminalità sanseverese: “In due mesi giro d’affari di 60mila euro”

Nel corso dei 3 mesi estivi gli arrestati avrebbero portato a termine decine e decine di cessioni di stupefacenti (sono stati sequestrati 62 grammi tra cocaina ed eroina e sono stati segnalati alla Prefettura del capoluogo come assuntori decine di tossicodipendenti), per un giro di affari che, al ribasso, raggiungeva “anche i 60mila euro al mese” e che aveva creato un sistema di piazze di spaccio lungo tutta la costa bassomolisana.

Non solo Termoli e Rio Vivo, ma anche Campomarino, Petacciato e Guglionesi: un sistema di “piazze mobili dello spaccio” che ogni giorno arrivava a rifornire più di 40 tossicodipendenti “molti dei quali – ha affermato il dirigente della Squadra Mobile Marco Graziano – erano turisti del nord Italia.

Il ‘gruppo’, molto organizzato – affermano gli inquirenti – agiva in questo modo: giornalmente i due soggetti di San Severo portavano la droga a Termoli avvisando con il cellulare i basisti (i due arrestati di origine molisana) che a loro volta, immediatamente contattavano i tossicodipendenti del luogo.

In questo modo riuscivano, giornalmente e in poche ore, ad ottenere un fruttuoso e fiorente spaccio nella città bassomolisana. Inizialmente avevano come base operativa Rio Vivo e il lungomare sud poi, a seguito dei sequestri di droga fatti dalla Polizia di Stato, cambiavano la piazza di spaccio giornalmente e con le stesse modalità.

Per questi motivi l’operazione è stata definita Round Trip (andata e ritorno) termine usato tra i giovani tossicodipendenti per indicare sia la modalità veloce di acquisto della droga, sia il cosiddetto ‘viaggio’ che si ottiene con l’assunzione dello stupefacente”.

Un’indagine fatta con appostamenti e pedinamenti, continui riscontri e che è riuscita a sgominare un gruppo di spacciatori che agiva giornalmente in modo ‘imprenditoriale’ e con modalità ‘professionali’.

“Termoli piazza di spaccio della Società Foggiana”

“L’infiltrazione non è un pericolo. In basso Molise è una realtà. Termoli, Petacciato, Campomarino e Guglionesi, vista anche la vicinanza geografica con la zona della Puglia, a livello criminale fanno parte più di San Severo che della provincia di Campobasso”.

Non usa mezzi termini per definire l’escalation dello spaccio sulla costa il dirigente della Squadra Mobile. “A differenza dell’ultima operazione che è stata compiuta sulla zona di Campobasso – ha continuato – questa ha messo in evidenza che la droga che arrivava in città era di un livello più alto e non veniva portata da tossici locali che si andavano a rifornire e la trasportavano ma direttamente da pluripregiudicati appartenenti ai clan della batteria di San Severo.

La droga, di un livello più alto e il prezzo più basso faceva aumentare il numero dei clienti per un giro di affari, che al ribasso, toccava i 60mila euro al mese, per un guadagno medio giornaliero che superava i 2mila euro. Agivano a livello imprenditoriale utilizzando macchine a noleggio e con un passato di reati. Uno dei pluripregiudicati arrestati aveva alle spalle più di 20 rapine compiute”.

Ed è proprio sul mondo delle rapine che, adesso, si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti. “Stiamo indagando anche su alcune rapine che potrebbero essere state commesse dai soggetti di San Severo in prossimità delle piazze di spaccio”.