Roma-Campobasso, un’avventura da terzo mondo

Si è detto e si continua a dire tanto sul black out della tratta Isernia-Campobasso, uno che racconta quello che gli è accaduto è Antimo Aiello, medico campobassano,molto conosciuto in tutto il Molise. Lo racconta sulla sua pagina Facebook e la sua storia merita di essere diffusa:
“Avventura del venti gennaio 2023. Parto da Tiburtina alle 17.32, previsto cambio con autobus a Roccaravindola alle 19.40 per proseguire per CB. Arriviamo in orario a Roccaravindola con nubifragio in corso, ma l’autobus non c’è. Il capotreno ci informa che è in ritardo per la neve e per un incidente avvenuto a Vinchiaturo. Dobbiamo aspettare ma ci fa rimanere sul treno: a Roccaetc non c’è nulla, nemmeno una pensilina e piove forte. Captiamo brani di conversazione capotreno-coordinatore Trenitalia: il treno deve rientrare, noi dovremmo scendere, ma il capotreno si oppone è così almeno restiamo al coperto ed al caldo. L’autobus non arriva, non si capisce dove sia realmente: viene deviato a Roccaetc un altro autobus proveniente da Cassino, che arriva dopo oltre un’ora. Trasbordiamo sempre sotto la pioggia e nessun riparo e partiamo direzione Isernia. Nel frattempo il valoroso ( lo dico senza ironia) capotreno cerca di avere informazioni dalla sala operativa Trenitalia sul da farsi, ma le notizie sono frammentarie e contraddittorie: comunque ci avventuriamo verso CB. Facciamo solo pochi Km, subito dopo il bivio di Carpinone i carabinieri ci bloccano, per ora non si passa, ma si passerà? chissà, per ora no. Subito davanti a noi altri due autobus. Dopo alcuni minuti comincia una fitta rete di interlocuzioni: il capotreno, che ora è il capo autobus, con la sua sala, una passeggera con il 112, un altro con la questura di IS, mi decido anch’io e chiamo la protezione civile regionale: le informazioni avute sono assolutamente divergenti, appare evidente che tutti “non sono sul pezzo”, colpisce l’approssimazione (qualcuno dei passeggeri la definisce la improvvisazione) che è palese. Intanto il tempo passa, ora siamo circondati da macchine ferme, l’autobus è privo di wc, ci dividiamo qualche biscotto e la poca acqua che qualche previdente ha con sé. La funzionaria della protezione civile mi aveva assicurato che avrebbe attivato una non meglio identificata Associazione per farci avere acqua e bevande calde: manco a dirlo dopo oltre tre ore non arriva nulla, chissà in quale altro teatro calamitoso sono finite. Dopo quasi quattro ore di blocco, momenti di tensione tra qualche passeggero e autista, richiamo la protezione civile regionale: conferma che la strada per Castelpetroso direzione Boiano è chiusa e l’indicazione è di tornare a IS, anche se cerco di far presente che per noi è ora impossibile invertire la rotta, visto che siamo in un ingorgo di vetture ferme. La funzionaria ribadisce l’indicazione data e comunque il consiglio determinante è di rivolgersi alle pattuglie sul posto. L’utilità determinante della protezione civile regionale è confermata dal fatto che pochissimi minuti dopo i carabinieri ci consentono di proseguire…… Il nostro bravo autista ci porta prima a Boiano e poi a CB (dove arriviamo alle tre del mattino dopo dieci ore di viaggio) dribblando decine di camion fermi a bordo strada. Alcune considerazioni: -sicuramente la nevicata è stata intensa ma era ampiamente prevista;
-i mezzi pesanti dovevano quindi essere bloccati subito e bisognava impedire si avventurassero lungo la salita sprovvisti dei supporti idonei ( catene etc).
-i camionisti verrano sanzionati adeguatamente?
-sensazione di mancanza di comunicazione/coordinamento tra le varie istituzioni, da Trenitalia a Questura, Tavolo Prefettura, 112, che sminuisce il lavoro fatto da molti operatori; per non parlare della Protezione Civile regionale, incapace di fornire persino una bottiglietta d’acqua.
-collegamenti “ferroviari” scandalosi, con una regione inerme e complice di scelte “vergognose”, con i passeggeri (clienti come li definisce Trenitalia) trattati in maniera indecorosa( non dal personale viaggiante certo).
-lavori come quelli dell’ elettrificazione infiniti, con costi e disagi insopportabili.
Per finire un mea culpa: oggi mi indigno perché sono finito nell’ odissea quotidiana del Roma-Campobasso, prima non avevo mai protestato. Un impegno ed un invito: ricordiamocene alle prossime elezioni regionali, il voto come mezzo di cambiamento. Buona domenica a tutti”.