Il ritorno del vinile nero

Cdp Service

Di Gianmaria Parisi

L’avvento dello streaming rappresenta di certo una conquista importante nel mondo della musica, in cui l’offerta continua a crescere esponenzialmente. Tuttavia, la possibilità di accedere a circa 35 milioni di brani avendo solo una connessione Internet ha portato, da un lato, ad una confortante riduzione della pirateria, ma dall’altro, anche a un calo drastico delle vendite di cd. C’è, però, una buona notizia per l’industria musicale che arriva dall’Italia: il vinile è tornato di moda e sembra essere l’ultimo baluardo di un’era, fino a pochi anni fa, destinata al tramonto.

In un piccolo comune in provincia di Milano si trova la Phono Press, l’unica e ultima azienda rimasta in Italia che stampa e fabbrica vinili, i vecchi 33 giri che in Inghilterra hanno addirittura superato le vendite dei download digitali. In questo luogo prende forma la musica e in soli sei anni la Phono Press ha quasi triplicato le vendite.

«L’anno scorso abbiamo fatturato 2.500 tonnellate di pvc, l’equivalente di 15 milioni di dischi, lavorando 346 giorni, 24 ore al giorno», dichiara entusiasta uno dei soci.

«L’incremento del mercato del vinile magari vuol semplicemente indicare che l’online fa schifo», commenta sulle pagine del Venerdì di Repubblica, il direttore dell’azienda Filippo De Fassi Negrelli, che nel 2010 ha rilevato la Phono Press dalla banca di cui era direttore.

Che sia l’inizio di un ritorno alle origini, al gusto e al piacere della tradizione? Un dato è certo mentre i cd scompaiono,il vinile sembra essere tornato un fenomeno mondiale.

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