Risparmio: Febbre da sim a prezzo di saldo

Il caldo spesso fa male e questo è risaputo. Se a ciò si aggiunge la sindrome da risparmio, si genera un cocktail che davvero ubriaca, con buona pace di chi è contrario all’alcolismo. Da circa due mesi, l’Italia è stata nuovamente invasa dalla Francia, ma questa volta Napoleone non c’entra: il fatto è che la globalizzazione avanza e di conseguenza tutto è europeo, in questo caso con risparmi che se ben gestiti sono tutt’altro che deleteri. Le compagnie telefoniche, nonostante facciano cartello, questa volta si sono dovute inchinare alla preponderanza transalpina che ha lanciato sull’italico mercato una bomba dirompente che prevede tariffe stracciate per chiunque si avvicini alla compagnia che propone tal risparmio.

Gli altri non sono stati a guardare e novità sono giunte da compagnie telefoniche virtuali che forse hanno potuto far meglio dei francesi, avendo la possibilità di approfittare di infrastrutture di gran lunga più versatili e potenti. Fatto sta che il Molise anche in questo caso si è fatto riconoscere. Se infatti presso un negozio del centro di Campobasso si devono prenotare le sim gestite a basso costo di proprietà di un gruppo concorrente, a Termoli hanno voluto strafare: i francesi di cui sopra infatti, hanno installato un distributore automatico di schede telefoniche presso un locale ipermercato e quel sim box è stato letteralmente preso d’assalto da autoctoni e vacanzieri in vena di risparmiare, alla stessa stregua di un arrembaggio prima dell’apocalisse nucleare, così come presentato nei film che periodicamente hanno trattato l’argomento. Chi si è recato in loco, testimonia del fatto che per riuscire ad accaparrarsi un numero appartenente alla compagnia d’oltralpe, si devono fare almeno tre ore di fila e ciò la dice lunga sulla fame nel mondo… della telefonia italiana.

Giusto è risparmiare, ma sarebbe più diligente farlo a ragion veduta. In pochi infatti conoscono quali sono le reali caratteristiche di un servizio che specialmente nell’entroterra molisano, restituisce un risultato di gestione che vale quanto costa. Tanti vogliono solo risparmiare e com’è già accaduto, poi vogliono lamentarsi e dirsi turlupinati, senza saper ammettere che fra il truffatore e chi è in destino di patire gli effetti del “lavoro” di questo, il secondo ha l’ultima parola nel contratto. Con ciò non voglio dire che l’invasione transalpina sia una fregatura, ma sarà il caso di sapere cosa si ottiene in termini di servizio risparmiando ed avendo una tariffa trasparente, magari paragonando la stessa spesa in nome del risparmio ai dispositivi radiobase che poi si avranno a disposizione.

Vittorio Venditti