Ricorso alla cassa integrazione, incremento record a Campobasso

A pesare in Molise la grave crisi economica e l’occupazione in calo

Crisi economica e occupazione in calo: Campobasso è tra le prime città in Italia tra quelle che hanno fatto registrare un incremento record della cassa integrazione. La classifica delle 10 peggiori comprende oltre a Taranto, Genova, Frosinone e Roma, dunque anche Campobasso dove la cassa nel primo trimestre è aumentata del 311,9%, seguita da Pisa (+178,6%), Oristano (+174,2), Pordenone (+139,4), Mantova (+113,8) e Ferrara (+106%). Le 10 migliori, al contrario sono nell’ordine: Crotone che passa da 34.196 ore a zero (-100%), Aosta -90,6, Asti – 86,7, Parma -86,4, Rovigo – 84,7, Vercelli -84,6, La Spezia -84,2, Reggio Emilia -80,3 e Gorizia -77%. Spetta alla Capitale il record assoluto di Cig autorizzate con ben 7 milioni e 653 mila ore (su un totale nazionale di 66 milioni) ed un aumento del +115,8% sul 2018. L’aumento più forte in assoluto pesa però sulla provincia di Taranto (+751,8% e 5,6 milioni di ore) seguita subito dopo da quella di Genova, che fa segnare un balzo del 390% arrivando a quota 2,53 milioni di ore. Imponente anche la frenata di Frosinone dove la Cig aumenta del 260,5% toc- cando quota 2,11 milioni. Sulla base dei dati elaborati per la stampa, dal Servizio politiche attive del lavoro della Uil, che ogni mese ela- bora un prezioso rapporto sulla cassa integrazione, più di una su tre province, cioè+ 35 su 101, fanno segnare un incremento dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, 26 province addirittura crescono a doppia cifra. Questa nuova crisi soprattutto colpisce il Centro Italia, dove la cassa sale del +28,1%, ed il Sud (+12,7%). Il Nord nel suo complesso segna invece una diminuzione del 6,6 per cento. Sono soprattutto le ore di cassa integrazione straordinaria (+11,1%) Ad aumentare mentre quella ordinaria cresce del 4,7% e quella in deroga scende dell’80,8%. A soffrire in particolar modo il comparto industriale, che nonostante i dati positivi di molti distretti tipicamente manifatturieri, vede la cassa integrazione crescere del 25,4% a livello nazionale, mentre cala del 4,8% nell’edilizia e nei settori del commercio e dell’artigianato dove addirittura cala del 65/67 per cento rispetto all’inizio del 2018.

Il comparto industriale è quello che ha iniziato peggio il 2019 passando da 42,7 a 53,6 milioni di ore autorizzate. Ma non tutte le province storicamente votate alla produzione manifatturiera seguono le stesse dinamiche: province come Biella, Modena, Cremona e Terni fanno infatti segnare incrementi rispettivamente del 91,5, 90,5, 48,4 e 18,4%, mentre Verona, Vicenza, Bologna e Padova calano rispettiva- mente del 56,2, del 40, 36,8 e 33,9%. E a poi seguire Milano, Brescia e Treviso scendono a loro volta del 31,3, 17,7 e 6,5 per cento. Nel primo trimestre grazie agli ammortizzatori sociali, secondo le stime della Uil, sono stati tutelati ben 130 mila posti. Di questi, 20mila solo nel Lazio, 18mila in Lombardia, 17.550 in Piemonte, 14.500 in Puglia, 8.400 in Campania e 8mila in Emilia Romagna, 6.800 nelle Marche, 6.600 in Veneto e 5.400 in Liguria.

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