“Riaprire al pubblico il Castello di Gambatesa”, l’appello a Franceschini

Il sindaco Carmelina Genovese: “Non è possibile che lo Stato non sia in grado di garantire la fruizione di un sito culturale di così grande importanza”

La richiesta è quella di riaprire al pubblico il Castello di Gambatesa. E’ quanto chiesto dal sindaco Carmelina Genovese al Ministro della Cultura, Dario Franceschini.

La chiusura del Castello “sta vanificando – ha affermato il primo cittadino – non solo gli sforzi compiuti dall’amministrazione e dalle locali associazioni per valorizzare il sito, attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali, ma lo stesso lavoro di messa in rete delle risorse culturali e ambientali, portato avanti dai sindaci dell’area del Fortore.

Il Castello di Gambatesa – si legge nella nota – è uno dei siti culturali più importanti della regione Molise e la sua chiusura al pubblico pregiudica gravemente l’offerta turistico-culturale dell’intera area del Fortore, con tutto ciò che ne consegue rispetto alle ricadute economiche.

Da qui il sostegno e la vicinanza di tutti i sindaci dell’area. Il primo cittadino non manca, poi, di rimarcare quanto tutto ciò sia paradossale, tenuto conto della strategia di sviluppo locale portata avanti proprio dal Ministero della Cultura, che pone al centro la cultura e la valorizzazione dei siti e beni culturali.

Di seguito le testuali parole della Sindaca Carmelina Genovese. “È paradossale ed inaccettabile, poi, che tutto ciò accada in un momento in cui il Paese è proiettato a compiere il suo massimo sforzo per risollevarsi, coinvolgendo anche le martoriate aree interne d’Italia.

Proprio in tale contesto e sempre in linea con la strategia del suo Dicastero, anche Gambatesa è al lavoro per cogliere le grandi opportunità offerte dal PNRR e, in particolare, dai bandi per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi d’Italia.

Non è concepibile, allora, che lo Stato, da una parte, promuova la cultura e i piccoli borghi, attraverso la messa a disposizione di ingenti risorse finanziarie; dall’altra, però, non sia in grado neppure di garantire l’apertura al pubblico e la fruizione di un sito culturale di così grande importanza.

Quanto sta accadendo non solo indigna la scrivente e gli altri sindaci dell’Area del Fortore a causa dell’evidente pregiudizio arrecato alla prospettiva, coltivata da anni, di mettere in rete le risorse ambientali e culturali di ciascuna comunità per incrementare l’offerta turistico-culturale, ma ha ingenerato, specie nei più giovani, un senso di profonda frustrazione e sfiducia verso le Istituzioni”.