Restrizioni sul gioco d’azzardo? Si passa alla piattaforma online

Bricofer

Tempi che cambiano, abitudini che restano. Questa frase riassume un po’ la situazione attuale, se guardiamo più da vicino la questione della passione per il gioco d’azzardo. Molti giocatori abituali, con le recenti restrizioni sulle macchinette locali, hanno trovato una vera e propria oasi nel mondo virtuale.

Lo scorso anno, infatti, non pochi sono stati i provvedimenti che hanno interessato questo campo da Nord a Sud. In quasi tutte le regioni italiane sono state adottate delle misure regolamentari per aumentare la distanza tra gli apparecchi di gioco e i punti sensibili, come scuole, strutture sportive e luoghi di culto.

Spesso è stato necessario trovare un compromesso tra enti locali, regioni e disposizioni del governo, ma in alcuni casi la questione è rimasta ancora aperta. È il caso di Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, che di recente si è dovuto difendere dall’accusa del Pd per il suo disegno di legge sul gioco d’azzardo, considerato da quelli poco restrittivo.

In generale però molte sono state le trattative – anche quelle che riguardano gli orari di apertura e chiusura – andate a buon fine, per prevenire e limitare la dipendenza. Nonostante ciò, Agipronews ha raccolto proprio i dati che riguardano la spesa dello scorso anno relativa al gioco d’azzardo e i numeri sono da capogiro. Gli italiani hanno speso quasi 19 miliardi in gioco. Ciò dimostra che l’approvazione di alcune leggi non ha scoraggiato gli appassionati, anzi tutt’altro. Questo successo è di certo ascrivibile anche alla grande fetta di spazio occupata dai giochi online, che conquista ogni giorno tantissimi utenti.

Alcuni siti più noti di altri sono considerati dei colossi del genere. Dunque l’utente può arrivare a prediligere le slot di starcasino.it a quelle locali. I motivi non sono neanche così scontati, perché ci sono molti giochi tra cui scegliere e magari anche delle promozioni accattivanti.

La strada per ottenere risultati diversi sembra ancora lunga ma, se da un lato c’è l’esigenza di tutelare chi è a rischio di ludopatia, pare si debba tenere ormai conto anche di chi non vuol rinunciare alla passione per il gioco.

 

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