Resa dei conti finale nel centrodestra Toma defenestra Iorio e Romagnuolo

I due dissidenti non hanno preso parte al voto: la proposta di legge torna in commissione ma il dato politico è incontrovertibile

REDAZIONE

E’ resa dei conti ormai nella maggioranza di centrodestra che, stando alle dichiarazione rese in Aula dal governatore Toma, ha “perso” i consiglieri Iorio e Aida Romagnuolo. Già nella serata di lunedì i due “dissidenti” non avevano preso parte al summit di maggioranza. Stessa cosa ieri mattina, prima del Consiglio. 

La seduta si è aperta con il rinvio della pdl sulla durata in carica per 5 anni del presidente del consiglio e dell’ufficio di presidenza. Il “casus belli”, che ha spaccato ufficialmente la maggioranza, nella sostanza era già così, si è avuto con la pro- posta di legge di iniziativa di Iorio che prevede l’istituzione di un albo unico della mobilità per i lavoratori del- le partecipate, vale a dire gli ex Gam, Zuccherificio, Ittierre ed altri. 

La pdl aveva avuto già il via libera in commissione, ma in Aula è stato il presidente Toma a chiederne il rinvio in commissione «per approfondire la materia ed evitare che venga impugnata dal governo». Il governatore ha legato a questa votazione la permanenza in maggioranza di chi ha espresso il voto favorevole. 

In tal modo il presidente della Regione ha lanciato il guanto di sfida ai due consiglieri del centrodestra. Iorio e Romagnuolo non hanno partecipato alla votazione che alla fine ha visto prevalere i sì (11), contro i 6 no. Dunque la pdl tornerà in commissione, mentre Toma ha scandito in Aula parole chiare all’indirizzo dei dissi- denti: «Questa votazione – ha detto – esprime una linea di confine tra maggioranza ed altri, chi ha votato diversamente si pone in una situazione diversa». Cioè, al netto del politichese, è fuori dalla maggioranza. 

Il tutto è avvenuto alla presenza degli ex lavoratori della Gam che hanno assistito alla seduta. Tutti, maggioranza, opposizione, lavoratori e sindacati hanno rimarcato ancora una volta l’inadeguatezza dell’assessore Mazzuto. «Il consiglio – è stato detto da più parti – vorrebbe discutere ciò che toccherebbe fare a lui». 

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