Regionali. Toma: “Parco del Matese, opportunità unica per il nostro territorio”

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“Il Molise è una regione naturalmente vocata per la green economy”, lo afferma in una nota il candidato presidente per il centrodestra alle prossime elezioni regionali, Donato Toma. “Lo attestano i Siti d’Interesse Comunitari (SIC), le Zone a Protezione Speciale (ZPS), aree dove è prevista una specifica tutela della biodiversità, le oasi naturalistiche o faunistiche, i parchi nazionali che circondano il nostro territorio, alcuni dei boschi più belli d’Italia”, continua Toma in riferimento alla tutela delle risorse naturalistiche presenti in regione. E soffermandosi in particolare sulla recente costituzione del Parco del Matese precisa: “A queste se n’è aggiunta recentemente un’altra. La Legge di stabilità, entrata in vigore il 1 gennaio 2018, ha sancito il riconoscimento e la nascita del Parco del Matese, importante presidio per il nostro territorio, ricco in biodiversità e unico per specie animali e vegetali.
Importanti passaggi dovranno essere messi in campo al fine di non sprecare un’opportunità unica per il nostro territorio, con importanti ricadute anche sull’economia ed il turismo.
La legge prevede la perimetrazione del Parco entro 6 mesi dall’istituzione e dal riconoscimento dello stesso. Tale adempimento  dovrà essere posto in essere dal Ministero dell’Ambiente, sentiti i due Presidenti delle regioni coinvolte, ovvero il Molise e la Campania. Lo stesso Ministero dovrà poi apprestare le misure di salvaguardia dei territori e nominare un Comitato di gestione, che sarà successivamente sostituito dall’Ente Parco, istituito entro il termine del 30 giugno 2018, con Decreto del Presidente della Repubblica.
Il prossimo Governo regionale sarà dunque chiamato a lavorare affinché il Parco copra zone omogenee di territorio, che abbraccino le aree già tutelate come Parco dalla precedente perimetrazione effettuata nel 2002, aggiungendo le ZTS, ovvero le zone di conservazione speciale tutelate a livello europeo, e tutte le Riserve presenti sul territorio, in modo tale da ottenere la protezione e la tutela di oltre 63.000 ettari. A queste zone, dovranno poi andarsi a sommare i territori che diversi Comuni,  come ad esempio quello di Vinchiaturo, hanno spontaneamente deciso di far rientrare nelle zone di tutela. Il Parco può diventare un importante volano di sviluppo legato ad un’economia “green” sempre più apprezzata, che può dar voce e lavoro a tanti giovani preparati e competenti – conclude il commercialista – in grado di esprimere al massimo livello diverse professionalità, a cavallo tra innovazione e conservazione, e a tutela delle nostre tradizioni”.

 

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