Reddito di cittadinanza più pensione di invalidità: sospensioni in arrivo

“La previdenza per tutti”, rubrica a cura di Silvana Di Benedetto, esperta di pensioni, lavoro e contributi

Questa volta non parlerò della “Quota 100” ma dell’all’altra misura varata dal Governo giallo/verde e cioè del “Reddito di cittadinanza” in relazione alla pensione di Invalidità Civile, o assegno di assistenza, per gli invalidi civili parziali. La pensione di invalidità civile è una prestazione dell’Inps che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito. Per ottenere la pensione d’invalidità civile nel 2019, il cui importo era pari a € 285,66 mensili, bisognava avere un reddito non superiore a € 4.906,72 (importo provvisorio). Il Reddito di Cittadinanza è una prestazione economica mensile, accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà. Non elencherò tutti i requisiti che occorrono per ottenere le due prestazioni: Reddito di Cittadinanza (RdC) e pensione di Invalidità Civile (Inv. Civ.), sarebbe troppo lungo e noioso. Mi limiterò a fare il seguente esempio: Soggetto che ha chiesto e ottenuto il RdC; titolare di pensione di Inv. Civ.; Invalidità parziale dal 74% al 99%.

La norma dispone che nel caso in cui un soggetto abbia diritto a percepire dei trattamenti di assistenza come appunto la pensione di Inv. Civ., NON DECADE DALLA PRESTAZIONE SE RICEVE IL REDDITO DI CITTADINANZA. Questo perché integra la prestazione percepita sino ad arrivare alla soglia di reddito mensile prevista (un cittadino single, che possiede solo il reddito derivante dalla pensione d’Inv.Civ., il RdC integra la pensione sino ad arrivare a € 780,00 mensili.

Importo mensile   RdC              =          €   780,00

Importo mensile   Inv. Civ.       =         €   285,66

€   780,00    –       €   285,66       =        €    494,34    Importo RdC effettivamente corrisposto mensilmente

Ad un primo esame sembra tutto regolare e la normativa che prevede la concessione del Reddito di Cittadinanza non prevede altro in merito. I nostri politici, inoltre, sono molto soddisfatti perché con questa misura hanno soddisfatto le necessità di tanta gente e hanno impegnato meno fondi di quelli previsti. Non è così.

Mettendo insieme le due prestazioni di cui all’esempio in premessa, corrisposte entrambe dall’INPS, bisogna ricordare che gli invalidi civili “parziali”, per poter continuare a percepire la pensione di Inv.Civ., non devono avere un reddito superiore a € 4.906,72.

Considerato che la quota di reddito di cittadinanza di € 494,34 mensili, moltiplicata per 10 mesi (periodo 1/3/2019 – 31/12/2019), corrisponde a € 4.943,4 – superando il reddito annuo previsto – tutte queste pensioni devono essere sospese dal 1/1/2020. Per molte prestazioni anche le pensioni come quella dell’Inv. Civ. contribuiscono alla formazione del reddito personale del beneficiario relativo all’anno di riferimento. E non basta.

Dovrà essere accertato il debito che scaturisce dalle somme indebitamente percepite per Inv. Civ. nell’anno 2019, che ammonta a complessivi € 3.427,92 (€ 285,66 X 12) che dovrà essere restituita all’INPS perché non dovuta.                                                                                                                                            Questo vuol dire che le somme corrispondenti alla pensione di Inv. Civ.  (che resterà sospesa fino a quando sarà superato il reddito annuo imponibile previsto per la corresponsione della prestazione di che trattasi), resteranno nelle Casse dell’INPS alla voce “Inv. Civ.”.                                                                                                  

Ai percettori di RdC  dovrà essere corrisposta l’intera somma di € 780,00 formata per intero dal RdC  (e non più da Inv. Civ. + Integrazione RdC).

In sostanza non ci sono fondi residui relativi a questa prestazione per cui se nella Legge di Stabilità, il Governo ha messo in conto eventuali risparmi da poter utilizzare per l’anno 2020 non ha fatto bene i conti.

NON DIMENTICHIAMO CHE ENTRAMBE LE MISURE, “Reddito di Cittadinanza e Quota 100”, SONO  “IN DEFICIT”

La situazione che ho descritto, è riferita esclusivamente all’anno 2019. Bisogna tener conto che a gennaio 2020 l’INPS ha già erogate entrambe le prestazioni e che la stessa cosa avverrà anche per il mese di febbraio e forse anche per quello di marzo, in base alla rata di lavorazione dell’Ente.

Questa eventualità poteva essere prevista dall’INPS che, avendo tutti gli elementi nella propria Banca Dati, cioè anche l’importo del reddito relativo all’anno 2019, avrebbe dovuto sospendere la pensione di Inv. Civ. dal 1/1/2020 e portare a €  780,00 il RdC. dalla stessa data. Tutto questo porterà una gran mole di lavoro in più per i dipendenti dell’Ente.

Mi chiedo……   Se con la stessa Banca Dati si incorre in questi problemi, cosa succede quando a incrociare i dati sono più amministrazioni? Un esempio per tutti: ISEE.

Ribadisco quanto già detto nel mio precedente articolo, che aveva per argomento “QUOTA CENTO”, e cioè, che all’INPS, bisogna separare, al più presto, “LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA”.

Tutto questo, e anche quanto attiene alla Quota Cento, è stato portato a conoscenza del Vice premier DI MAIO (al MISE) e del Premier CONTE a Campobasso, davanti alla Prefettura dove aveva un incontro (ho consegnato, a mano, una copia della e-mail che avevo trasmesso al Vice Premier Di Maio, al Capo della scorta), a marzo 2019. Successivamente ne ho parlato ad altri Parlamentari dei 5Stelle. Nessuna risposta.

Per quanto riguarda la Quota 100, invece, ho inviato e-mail al Vice Premier Salvini, Sottosegretari Durigon e Siri (Presso le sedi Istituzionali) e anche a esponenti locali della Lega Molisana. Nessuna risposta.

Adesso, grazie allo spazio che mi è stato concesso dal giornale on line “Il Quotidiano del Molise”, ho avuto la possibilità di provare a chiedere nuovamente un confronto su queste due misure, approvate dal Governo precedente, che pare hanno pesato tantissimo sulla legge di Stabilita del 2020 insieme alle clausole di salvaguardia dell’IVA.

Ritengo che sia un preciso dovere del Governo, rendere conto delle misure approvate e delle coperture delle stesse; che in democrazia non si mette la “Fiducia al Senato e alla Camera” per approvare la Legge di Stabilità che inciderà in maniera pesante sulla vita dei cittadini e sulle loro finanze. Non ci possiamo permettere di sprecare un altro anno con la situazione in cui versa il nostro Paese.

E’ ora di dire basta a tutti coloro che ritengono che gli Italiani siano dei “dementi”, dei soggetti non in grado di capire cosa è meglio per loro per cui si sentono in dovere di sacrificarrsi per il nostro bene.  NESSUNO GLIELO HA CHIESTO.

Non abbiamo bisogno di “AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO” che, comunque, devono essere nominati per agire in nome e per conto di persone incapaci di Intendere e di volere e anche in questo caso questi amministratori devono rendicontare, in modo preciso e puntuale, quale uso fanno del denaro dei loro assistiti.

(Silvana Di Benedetto)

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com