Razzismo in Prima Categoria, parla il giocatore accusato

Il post del calciatore dell’Asd Sant’Angelo Limosano: “Dopo 30 anni di lealtà sul campo, e ancor prima nella vita, ieri per la prima volta, sono stato accusato di razzismo. Non ho mai offeso né apostrofato il ragazzo con insulti del genere”

“In seguito all’ennesimo fallo subito, senza ricevere mai le scuse, ho avuto un battibecco con il giocatore avversario (nel tal caso ragazzo di colore). Sono episodi che durante la partita accadono di frequente e che vengono chiariti e risolti immediatamente senza volerne fare una questione di etnia sociale. Ieri, purtroppo, l’episodio è proseguito con spintoni e parolacce anche pesanti nei miei confronti, con il chiaro intento di danneggiare me e la mia squadra approfittando del coinvolgimento del ragazzo in questione che, sottolineo, non ho mai offeso né apostrofato con insulti razzisti”.

Sono le parole di Michele Zullo, calciatore dell’Asd Sant’Angelo Limosano, diffuse attraverso il suo profilo social con l’hashtag #mai razzista che ieri, domenica 26 marzo, era in campo nella partita con la Lokomotiv Riccia (valevole per il campionato di Prima categoria), la cui formazione ha abbandonato il campo in seguito all’episodio, come riportato nel comunicato stampa diffuso dalla società.

“Dopo 30 anni di lealtà sul campo, e ancor prima nella vita, ieri per la prima volta, sono stato accusato di razzismo, dagli amici avversari di Riccia che sanno bene come sono andate realmente le cose. ‘Usciamo dal campo così vinciamo a tavolino!’. È questa la frase detta dai dirigenti del Riccia dopo aver ricevuto due espulsioni e sul risultato parziale di 1-0 per la mia squadra; circostanze che, a mio modesto parere, sarebbero state utilizzate per ottenere un risultato sportivo immeritato strumentalizzando delle parole dette in seguito ad un normale scontro di gioco che non intendevano offendere alcuno. Detto questo – ha concluso Zullo nel suo post – volevo anche ringraziare chi, senza conoscere i fatti, ma conoscendo me, non ha espresso giudizi negativi riguardo alla vicenda”.