«Quella stazione radio deturpa il paesaggio»: il Comune fa dietrofront

L’Ente prima approva la delibera con cui concede l’ospitalità alla società di telefonia e dopo 40 giorni la revoca

DURONIA. Sono bastati 40 giorni al Comune di Duronia per revocare «la concessione di ospitalità alla società Wind Tre S.p.A. per la realizzazione di una stazione radio base per telecomunicazioni in località Montagnola» lo scorso 15 novembre con la delibera di giunta 52/2019, dopo averla accordata lo scorso 5 ottobre con un atto equivalente (45/2019). Il sindaco, Michelino D’Amico, e il suo esecutivo sono tornati sui propri passi riconoscendo che «Duronia è al centro di un territorio di elevato valore paesaggistico» in cui, oltre alla località indicata per l’installazione della torre trasmittente, «sul vicino rilievo della Civita, ove trovasi la rupe del “Gigante” (quest’ultima sottoposta a vincolo diretto per la conservazione e tutela dei valori culturali che ne hanno determinato il riconoscimento) e dove insiste il vincolo paesistico, sono racchiuse importanti testimonianze archeologiche di epoca preromana». Inoltre, «nell’abitato di Duronia – si legge ancora nella delibera 52/2019 – sono in corso di effettuazione lavori, già in fase avanzata, per la posa in opera della fibra ottica, la cui tecnologia escluderebbe il ricorso alla stazione radio base per telecomunicazioni ed è stato creato uno dei tre Osservatori geomagnetici esistenti in Italia (gli altri due si trovano a Castello Tesino ed al Lampedusa)».

Questi, dunque, i motivi della «revoca della concessione di ospitalità» alla società di telefonia, dopo che lo stesso Comune di Duronia in precedenza (con la delibera 45/2019 revocata) aveva «considerato che non è stato scientificamente comprovato che le onde elettromagnetiche sono dannose alla salute» citando gli studi dell’agenzia per la Ricerca sul Cancro e «preso atto delle innumerevoli lamentele e segnalazioni, da parte di residenti e cittadini, circa il disagio causato dalla insufficiente o assenza totale di ricezione del segnale Wind con notevole danno anche economico per Ditte, Imprese e liberi professionisti» e riscontrato «che la realizzazione della stazione radio base costituirebbe un potenziamento della telefonia mobile e della connessione ad Internet all’interno del centro abitato e delle borgate e, quindi, un’importante vantaggio tecnologico per il Comune». Tutto considerato, quindi, ha prevalso il valore paesaggistico oltre che storico del sito interessato per cui era stata concessa l’ospitalità. In soldoni, i valori culturali e storici hanno prevalso sulle nuove tecnologie. E non è detto che sia stato un male.

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