Quel progetto “inCima” alla collina del benessere

Pma

di Luigi Castellitto

Chi decide di recarsi al Castello Monforte, troverà delle simpatiche persone ad accoglierlo, persone di tutte le età, che, oltre ad illustrare con perizia le bellezze del maniero, sapranno consigliare, con un sorriso, anche come muoversi in città per quanto riguarda diversi aspetti.
Sono i custodi “arruolati” da Incima, un raggruppamento temporaneo di imprese con capofila la cooperativa Laboratorio Aperto, per offrire il servizio di accoglienza turistica.
Agostino, Amedeo, Anna, Cristina, Nicola. Se ci si vuole beare di un panorama di Campobasso dall’alto, sapranno indicarvi il posto giusto, se si è curiosi sulla storia della struttura, se si vuole riportare a casa un simpatico souvenir che ricordi la visita, basta chiedere a loro.
Laboratorio Aperto si occupa dell’inserimento in ambito socio-lavorativo di persone con disagio psichico, e il progetto del Castello è la punta di diamante: premiato nel 2016 a Torino tra le 5 best practice a livello nazionale e a novembre del 2017 è stato presentato presso il Parlamento europeo a Bruxelles. Ma non è necessario citare premi ufficiali per saggiare il valore del progetto, anche recarsi di persona e tastare con mano è eloquente, sentire ciò che hanno da dire in proposito i diretti interessati. Ad esempio, Anna: «È un lavoro piacevole stare a contatto con i turisti che restano contenti per l’accoglienza. Anche quando piove si prendono un caffè e si parla delle cose tipiche da mangiare nel Molise, e soprattutto dei luoghi che possono visitare, oltre che di un pochino di storia del Castello. È un lavoro che ti distacca molto dai problemi che si presentano giorno per giorno».
I ragazzi offrono il servizio ben 7 giorni su 7, anche in molti giorni di festa, e i campobassani stessi che salgono sui ‘Munt’ rimangono stupiti di trovare il pesante portone aperto, cosa che in passato non avveniva affatto con regolarità. I cinque sono molisani, fieri e preparati sulle loro tradizioni, cosa che li ha avvantaggiati in questo lavoro. Sono felici di far portare via un pezzo di Campobasso agli avventori. Cristina ci dice: «Adoro il mio lavoro, mi piace raccontare ai turisti tutto quello che offre il Molise, i paesi, i borghi con le loro tradizioni, i monumenti e la natura incontaminata. Mi piace raccontare la storia della nostra città, di quelle pareti del nostro Castello così pregne di storia e tradizioni. Accolgo dando tutta me stessa».
Oltre al Castello, al bel paesaggio e alle architetture sacre che si possono ammirare sulla Collina, c’è dell’altro già in città, e Cristina ne è ben consapevole: «Li invito a tornare con parenti ed amici, consiglio loro i musei, gli eventi, i locali e i negozi di prodotti tipici. Racconto del nostro piatto tradizionale pizza e minestra, suggerisco loro di venire in occasione del Corpus Domini per la processione dei Misteri, spiegando questa strana tradizione, raccontando cosa si prova a ondeggiare sui carri e ricevere gli applausi degli astanti. Da brava campobassana ho partecipato come “Angelo” e “Madonna” sui carri per due anni».
I turisti, quindi, si sentono a casa, in un ambiente caloroso, hanno occasione per chiacchierare in libertà, parlando anche della loro storia personale, citando da dove vengono e quindi confrontandosi sugli aspetti delle terre a confronto, trovando anche affinità, simbologie e significati simili, oppure diversità che arricchiscono e sono patrimonio di tutti.
È ancora Cristina a dire: «Da quando faccio questo lavoro sono cambiata, è cambiato il mio atteggiamento nei confronti dell’altro. Sono molto più aperta al dialogo, più spigliata, sicuramente la mia autostima ne ha beneficiato e la timidezza è stata mitigata. Questo fa solo bene alla mia persona, sono contenta del miglioramento della mia percezione dell’altro. Spesso al Castello approdano turisti inglesi/americani, quindi anche il mio inglese parlato ha fatto passi in avanti, faccio delle lunghe chiacchierate in lingua… È tutto esercizio che fa migliorare la mia persona. Spesso mi soffermo a pensare, se non avessi avuto la possibilità di lavorare qui la mia vita come sarebbe stata? Io come sarei stata? Chissà…».
Laboratorio Aperto si occupa anche di altri inserimenti lavorativi, nella sua sede di via Mazzini ha degli abili addetti ad oggettistica e decoro, gestisce due siti internet ed ha formato un gruppo di operatori del verde, che si occupano della cura di varie zone del capoluogo, compresa la Collina Monforte. Uno di loro è Nicola, che poi ha “invertito la rotta” diventando anche lui custode del maniero. Ci dice: «Non credevo che un lavoro al chiuso, al coperto, avrebbe potuto apportare migliorie al mio umore in costante necessità di stabilizzazione. Per anni ho lavorato in spazi aperti, cantieri edili, dove la mia mente era libera di vagare a piacimento. La cooperativa mi ha offerto l’opportunità di lavorare come custode, cosa che non c’entrava nulla con le finalità del corso sul verde, e nemmeno era una mansione che reputavo adatta a me. Accetto comunque. Grazie alla squisitezza dello staff della cooperativa, che mette a mia disposizione materiale e consigli su come iniziare la mia avventura (che non arrivo a definire lavoro, che associo a dure giornate in cantiere), a luglio 2015 inizia la mia metamorfosi. Sicuramente più spigliato con il prossimo e decisamente più propositivo nei riguardi dei tanti visitatori che inizialmente mi mettevano a disagio. Per anni, come scherzosamente usavano dire di me i miei colleghi, “parlavo con il ferro”, sono stato ferraiolo per circa 30 anni. Si è solidificata anche la mia passione per la lettura. In conclusione prendermi cura del Castello è quanto di meglio potesse capitarmi».
Un successo, quindi, per chi offre il servizio e per chi lo riceve. Un’ulteriore dimostrazione sono i libri delle firme dei visitatori che si possono trovare sull’uscio della fortezza: tomi interi strapieni di testimonianze da tutto il mondo, a sottolineare anche che il turismo nel Molise è una realtà tangibile. E vogliamo citare anche gli eventi che spesso ospita il Monforte: giornate dedicate ai bambini, alla cultura (di gran successo l’annuale CaStellare, dedicata alle meraviglie del cosmo), a singole associazioni.
Sottinteso, allora, il consiglio di recarsi sulla Collina per passare una piacevole mattinata o un pomeriggio, passeggiando tra i viali alberati o nella corte del Castello, ammirando il vasto panorama, meditando nel sacrario dei caduti, osservando cimeli storici e rimanendo estasiati dalla magica atmosfera che rievoca echi passati. Consiglio che vale non solo per i turisti, ma anche per i campobassani, che qualche volta dimenticano i loro patrimoni più prossimi.
Con la speranza che il progetto possa avere seguito!
Incima ha anche un sito web, ha realizzato un cortometraggio, ed ha un profilo Facebook per rimanere informati su orari, eventi e quanto altro.

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