Quanto è inquinata la costa molisana? Quali sono i fattori più rilevanti e quanto incide sul turismo

di Giusy Spadanuda

La denuncia dell’aumento dei livelli di inquinamento dei nostri mari arriva da Legambiente che nel Report Mare Nostrum relativo all’intera costa italiana parla di ben 577 milioni di euro di sanzioni derivanti da violazioni dei limiti di inquinamento e rifiuti. Nell’indagine assume rilevanza il caso del Mare Adriatico, di grande interesse commerciale e turistico, che negli ultimi anni ha raggiunto il triste primato nei livelli di inquinamento. Basti considerare la presenza di porti strategici come quello di Trieste, Ancona o Bari che, per quantità di scambi commerciali e trasporti navali, non può che aggravare il quadro ambientale.

In questo contesto la costa molisana si inserisce tra alcune delle zone più inquinate dell’Adriatico e già lo scorso anno Legambiente parlava di campioni d’acqua oltre i limiti di legge, riferendosi a quelli prelevati presso le foci dei fiumi Biferno e Sinarca per Termoli e Trigno per Montenero di Bisaccia. Deficit di depurazione e inquinamento continuano ad essere dunque da anni una delle note dolenti delle località balneari molisane. A questo poi si unisce l’edilizia abusiva che fa guadagnare al Molise la “medaglia di bronzo” per numero di reati per km di costa. A tal proposito, nel 2007, la Società di Fitosociologia aveva denunciato in un’indagine sulla qualità ambientale della costa abruzzese e molisana il pericolo dei continui interventi antropici che erodono la biodiversità costiera, nonostante la presenza di alcune Riserve Naturali e Siti di Importanza Comunitaria.

Trattando dell’intervento umano, dal punto di vista della preservazione dell’ecosistema e del sottosuolo marino, non possono passare inosservate le piattaforme di pozzi petroliferi al largo della nostra costa e di quella del vicino Abruzzo. Secondo Greepeace negli ultimi 10 anni i livelli di contaminazioni da idrocarburi estratti sono ormai raddoppiati e diversi sono gli illeciti operativi che in tutto il Mediterraneo non vengono sanzionati.

A tali fattori bisogna inoltre aggiungere quello ormai consolidato della plastica nei mari, di cui il 91% della sabbia del Mar Adriatico ne è inquinato, e che trova nel turismo una delle sue cause principali. Questo è quanto emerge dall’analisi del WWF, la quale afferma che l’80% di rifiuti che si accumula sulle spiagge del Mediterraneo è prodotto dal turismo. Oltre ad intaccare negativamente gli ecosistemi, il problema dell’inquinamento da plastica comporta altresì costi economici anche per le comunità costiere legati alla pulizia delle spiagge.

Alla luce delle recensioni negative sul web e delle lamentele dei bagnanti abituali, ci viene da chiedere se anche per il Molise tale dato sia confermato. Mentre per la mala depurazione delle acque il problema è stato più volte rilevato dalle Amministrazioni, sebbene la soluzione definitiva sia ancora in fase di ottenimento, relativamente ai rifiuti la domanda è se dobbiamo contare ancora esclusivamente sull’impegno di associazioni volontaristiche, oppure se ci sarà, in un prossimo futuro, anche un impegno da parte delle Istituzioni per una salvaguardia maggiore del litorale.