“Quando la Storia passò a Sant’Elia a Pianisi”

Sabato 6 agosto, a S. Elia a Pianisi, sarà presentato l’ultimo libro di Giampaolo Colavita. Cronaca, fatti e personaggi dal 1848 al 1900

Giampaolo Colavita è professore ordinario di igiene e sicurezza degli alimenti presso l’Università del Molise e l’Università di Teramo; è autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali, nonché autore di tre testi universitari inerenti l’igiene e la sicurezza degli alimenti. Ma alle attività didattiche e di ricerca, il prof. Colavita unisce la passione per la cultura popolare e la storia locale.

L’opera si inquadra storicamente nel contesto del Risorgimento italiano ed è il frutto di una lunga ricerca archivistica e bibliografica, riguardante vicende storiche, politiche ed amministrative accadute nel comune di S. Elia a Pianisi dal 1848 al 1900.

Dal punto di vista iconografico l’opera, compresa la copertina, è arricchita di tavole originali (in bianco e nero) che illustrano alcuni fatti salienti riportati nel testo. Sono inseriti pure alcuni documenti da originali e qualche foto d’epoca.

Il volume, corredato da un indice dei nomi e da un indice delle località, consta di 380 pagine ed è strutturato in tre parti, in ognuna delle quali la storia locale è introdotta da un sintetico ma puntuale quadro del contesto storico nazionale e molisano.

Nella prima parte sono riportate le vicende relative ai moti politici del 1848 e degli anni seguenti, incentrate soprattutto sull’antagonismo tra i liberali, che avevano il loro riferimento nella famiglia Colavita, di cui Baldassarre Colavita era il rappresentate di spicco ed i filo-borbonici rappresentati dalle famiglie maggiorenti di S. Elia (Laudo, Dardinelli, Teutonico, ecc.).

Nella seconda partesono narrate le vicende relative alle prime elezioni comunali del maggio 1860, quando i contrasti tra le due fazioni raggiunsero l’apice.

Il nuovo sindaco, Baldassarre Colavita si fece promotore di tutta una serie di richieste al Governo unitario, per la realizzazione di opere pubbliche, in particolare della strada di collegamento con Centocelle, sulla Consolare Sannitica, per trarre il paese dall’isolamento.

Nella terza parte viene riportato come la lotta politica tra le due fazioni locali si acuì ulteriormente, quando, il 20 luglio 1861, nei pressi della taverna di Centocelle, una banda di briganti trucidò due ufficiali dell’esercito italiano. Della banda faceva parte anche Feliciantonio Mancinelli ed altre persone di S. Elia furono indiziate di complicità.

Fu istruito un processo che tra accusati, accusatori e testimoni coinvolse tutto il paese. Fin da subito la strumentalizzazione politica prevalse sul tragico fatto di sangue, tanto che l’attività giudiziaria si incentrò sulle reciproche accuse delle parti in lotta. Solo negli anni successivi le cose ritornarono nell’alveo degli accadimenti e la vicenda si concluse nel 1874 con la condanna in contumacia di alcuni briganti.

Intanto il nuovo corso politico aveva dato impulso alla realizzazione di una serie di opere pubbliche tra cui la strada di collegamento con la Consolare Sannitica, la costruzione di numerose strade interne, che portarono alla definizione di un nuovo assetto urbanistico del paese, tutt’ora presente.

Con gli anni la lotta politica si stemperò ed il paese poté godere di un grande impulso allo sviluppo economico. In questa, che è la parte più corposa dell’opera, sono riportate anche alcune vicende riguardanti il cambio del toponimo in S. Elia a Pianisi, le sorti del convento dei Padri Cappuccini durante il periodo della soppressione degli Ordini religiosi, quelle inerenti la costruzione della tratta ferroviaria Campobasso-Termoli, fino al primo flusso migratorio verso le Americhe.

Dopo i saluti del sindaco Biagio Faiella, i lavori saranno introdotti da Felice Mancinelli, in veste di moderatore; seguiranno gli interventi del giornalista RAI, nonché storico, Sergio Bucci e del giornalista e scrittore Pino Aprile, mentre l’attore Giorgio Careccia leggerà alcuni passi salienti del libro.