Quale futuro per la sanità in Molise nel post pandemia? Il Pd pentro: “Investire sul capitale umano”

“Le vicende sanitarie degli ultimi giorni riportano tristemente a galla vecchi e atavici problemi del comparto mai risolti -si legge in una nota del Pd Isernia- Le dimissioni anticipate del direttore sanitario Asrem Maria Virginia Scafarto, cui hanno fatto seguito quelle del direttore sanitario del San Timoteo Giovanni Serafini, a due mesi dalla nomina e in polemica con l’azienda sanitaria regionale, unitamente al crollo dei Lea (già prima dell’emergenza Covid) – certificato dal report di Coordinamento della Finanza della Corte dei Conti – sono emblematici della grave situazione in cui versa la sanità molisana. E soprattutto fanno emergere la difficoltà e l’indolenza di Regione e Asrem nel risolvere i problemi.

Primo fra tutti la carenza di personale: quel capitale umano che dovrebbe rappresentare una risorsa per il territorio, una garanzia per i cittadini e che invece viene mortificato costantemente con l’emanazione di bandi inadeguati che puntualmente vanno deserti. Ultimo significativo esempio in tal senso è l’avviso pubblicato di recente sul sito Asrem per la ricerca di 12 medici pediatri/neonatologi per gli ospedali molisani, ai quali viene offerto un contratto a 3 mesi per circa 38 ore settimanali. Se queste sono le condizioni, perché degni professionisti dovrebbero scegliere il Molise? 

È verosimile che anche questo bando andrà deserto, come altri del genere, perché questo territorio non è attrattivo. E il risultato sarà la continua e progressiva carenza di servizi. Una deriva che poteva essere arginata e che adesso va assolutamente frenata. 

In occasione della ricorrenza della festa della Repubblica, viene da interrogarsi sul rispetto del diritto alla salute, costituzionalmente garantito ma di fatto costantemente violato a causa di scelte scellerate della politica, in particolare di questo governo regionale che, insieme all’Asrem, ha prodotto atti e azioni discutibili, a partire dalla gestione della pandemia, con la mancata individuazione di un centro Covid e interventi tardivi (vedasi i moduli di terapia intensiva, che sono rimasti scatole vuote, come da noi tristemente profetizzato).

Cosa dobbiamo aspettarci nel post Covid? I molisani potranno ancora curarsi nelle strutture pubbliche della regione? Mancano medici e infermieri. I professionisti che resistono sono sottoposti a turni massacranti. Soltanto al Veneziale di Isernia, già spogliato di reparti essenziali (come la Neurofisiopatologia e la Senologia, solo per citarne alcuni), si registra quotidianamente una pressione al limite del sostenibile presso il Pronto Soccorso. E a nulla sono valse le denunce degli addetti ai lavori, che al massimo hanno rimediato provvedimenti disciplinari.

Dov’erano e dove sono gli assessori e i consiglieri regionali di Isernia e tutte le forze politiche che sostengono questo disastroso Governo regionale? I loro sforzi sono tutti dedicati alla campagna elettorale per le prossime comunali al punto da rimanere inerti e silenti, come sempre del resto, nella difesa della nostra sanità pubblica? I cittadini attendono risposte e soprattutto soluzioni concrete. Il tempo degli inutili proclami e delle false promesse è finito da un pezzo!”.