Punto nascita, sindaci a confronto con il Comitato percorso nascite

L'incontro fissato per giovedì al Ministero a Roma. Intanto si guarda all'udienza del 24 luglio

REDAZIONE TERMOLI

Da un lato i ricoveri che sono ripresi nel pomeriggio di ieri in maniera per effetto della sospensiva che il Tar Molise ha accordato dopo il ricorso presentato dagli avvocati Vincenzo Iacovino e Massimo Romano. Dall’altro lato la necessità, adesso, di ottenere nell’immediatezza quel personale in più in grado di far uscire dalle criticità il reparto di Ostetricia e Ginecologia del San Timoteo di Termoli e nel mezzo una battaglia, quella dei sindaci del basso Molise a difesa di un territorio che dovrebbe essere tutelato e che, invece, sta venendo sempre più abbandonato a se stesso perché «ci avevano detto che con la chiusura del Vietri ci sarebbe stato il potenziamento del San Timoteo e invece così non è stato. La chiusura del punto nascita era il primo tentativo di chiudere tutto l’ospedale ma noi, per la prima volta, abbiamo deciso di ribellarci. Di far sentire la nostra voce perché questa è una battaglia che va portata avanti con le unghie». Una battaglia che giovedì si sposterà sui tavoli romani visto che una delegazione dei sindaci del basso Molise è stata convocata a partecipare al tavolo con il Comitato percorso nascite. E così, in attesa dell’udienza del prossimo 24 luglio le donne potranno continuare a ricoverarsi e a partorire a Termoli. In quella data, infatti, il collegio dei giudici deciderà nel merito della sospensiva, ossia deciderà se la stessa dovrà continuare a persistere permettendo, quindi, nuovi ricoveri e nuove nascite oppure se la sospensiva sarà revocata. «Il Tar ha accolto la misura cautelare urgente e ha sospeso in poche ore il provvedimento attraverso un atto che è stato molto coraggioso», ha affermato l’avvocato Massimo Romano nel corso della conferenza stampa convocata ieri pomeriggio in Comune a Termoli alla presenza del sindaco Roberti e di gran parte degli altri primi cittadini che hanno firmato il ricorso. «Il Tar Molise, in persona del presidente Silvestri – ha proseguito Romano – ha ritenuto meritevole di accoglimento la misura cautelare e l’opportunità di sospendere i provvedimenti lasciando la situazione inalterata fino alla camera di consiglio del 24 luglio quando in composizione collegiale si pronuncerà sulla disposizione cautelare». Per Romano, quindi, il tribunale amministrativo «ha ritenuto di recepire una istanza che arrivava da tutto un territorio in maniera compatta e determinata e ripristinando un diritto costituzionale nell’imminenza della sua sospensione». Si tratta, come affermato dagli avvocati, di un pronunciamento importante. «Abbiamo evidenziato nel ricorso – ha proseguito Romano – un errore di fatto contenuto nel provvedimento che è stato impugnato: nei provvedimenti si è detto che il Tavolo tecnico interministeriale nell’ultima riunione dell’aprile 2019 avrebbe ribadito la necessità di chiudere il punto nascita di Termoli ma abbiamo verificato che questa affermazione è fuorviante perché nell’ultimo tavolo tecnico era stato dato atto che la decisione andava rimandata alla programmazione del 2019-2021». «Eravamo convinti che il decreto cautelare fosse fondamentale – ha affermato l’avvocato Vincenzo Fiorini, al suo fianco il collega Silvio Di Lalla – Se fossimo arrivati all’udienza del 24 con una chiusura sarebbe stato molto più difficile ottenere un risultato positivo. Invece attraverso il ricorso siamo riusciti a convincere il Tar dell’ingiustizia e della intempestività di un provvedimento repentino, arrivato senza un congruo preavviso per le partorienti e arrivato, soprattutto, nel giorno in cui è stato approvato il decreto Calabria che di fatto sblocca il turn over anche nelle regioni in deficit sanitario». Sotto la lente resta la battaglia fondamentale per la sopravvivenza del San Timoteo e di un reparto, quello di Ostetricia, che ha bisogno di medici per superare le difficoltà. Di qui la necessità, ribadita anche dal sindaco Roberti, di sedersi tutti attorno a un tavolo per programmare il futuro. «C’è da lavorare in termini di effettività del diritto alla salute», ha proseguito Romano. E se la frecciata viene lanciata anche alla Regione Molise affinché «aderisca al ricorso a supporto delle amministrazioni», le stesse non intendono arretrare di un solo passo. «Abbiamo dato prova che la buona politica può fare tanto», ha affermato Roberti. E per quello che riguarda la questione dei medici carenti Roberti è chiaro: «se c’è una azienda questa deve impartire degli ordini. Oggi siamo in emergenza, c’erano medici che si dovevano spostare da un nosocomio a un altro. Se ci sediamo attorno a un tavolo con l’azienda sanitaria e facciamo delle convenzioni con altri ospedali per avere degli specializzandi la situazione può migliorare. Non è più il tempo di garantire la propria posizione. Chi produce rimane chi non produce deve andare a casa. Alle persone che decidono di venire a Termoli, però, si devono creare le condizioni per lo sviluppo dell’ospedale. Chi decide di investire la propria vita a Termoli deve avere anche delle prospettive lavorative e di sviluppo della propria famiglia. Ci sono le condizioni per trovare il personale – ha proseguito Roberti – ma è fondamentale la volontà del Ministero. Chiederemo la stessa deroga che è stata concessa ad altre regioni e che pretendiamo che venga attuata anche in Molise perché noi non siamo cittadini di serie B». «Tutti devono fare la loro parte – ha concluso Costanzo Della Porta – ci aspettiamo la massima collaborazione anche dagli stessi medici. Abbiamo dimostrato che alcune battaglie non guardano i colori politici. Ci aspettiamo che tutti gli attori facciano la loro parte».

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