Punto Nascita, ecco i motivi dell’ordinanza del Tar che lo mantiene aperto

Gli avvocati Romano e Iacovino: «Il rischio è che le carenze censurate nel ricorso, quali la mancanza di accordi di confine, non consentissero di individuare nel breve periodo scenari assistenziali alternativi»

REDAZIONE TERMOLI

L’ordinanza è la numero 152/2019 ed è destinata a diventare una sorta di “pietra miliare” nella battaglia che i cittadini del basso Molise, mamme in particolare, e i sindaci della zona costiera stanno portando avanti per la sopravvivenza non solo del punto nascita ma di tutto il San Timoteo. Ed emetterla, al termine della camera di consiglio del 24 luglio, sono stati i magistrati Silvestri, Luce e Giancaspro. Il punto nascita del San Timoteo di Termoli potrà continuare a restare aperto e quindi permettere ai bimbi di nascere e alle donne di partorire fino all’8 aprile 2020, giorno in cui si entrerà nel merito del ricorso sottoscritto dai sindaci del basso Molise e da una ventina di mamme che si stanno battendo per la sopravvivenza del punto nascita. Il Tar Molise, infatti, ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’efficacia dei provvedimenti impugnati, quello firmato dal commissario ad acta che, di fatto, chiudeva la struttura sanitaria per mancanza di parti e mancanza dei requisiti di sicurezza. Una ordinanza importante. «La vittoria di un popolo che unito e compatto si è da subito battuto contro quella che riteneva essere una ingiustizia», i commenti dei promotori dell’iniziativa a cui, nei giorni scorsi, aveva fatto seguito anche una fiaccolata che si era diramata per il centro di Termoli e che aveva visto la partecipazione di circa un migliaio di persone. «Non spegnete le fiaccole della speranza», era stato l’appello dei promotori. Fiaccole che, in realtà, non si sono spente. Una ordinanza che premia il lavoro che è stato svolto anche dagli avvocati Vincenzo Iacovino e Massimo Romano che hanno presentato il ricorso dei sindaci del basso Molise e delle donne che vogliono continuare a partorire a Termoli. «Il collegio ha confermato la misura cautelare già accordata lo scorso 8 luglio – il commento dei due legali – sospeso i provvedimenti impugnati e fissato l’udienza pubblica per il prossimo 8 aprile 2020. E’ stato, quindi, a tutti gli effetti ripristinato il punto nascita di Termoli. Si tratta di una pronuncia esemplare della quale siamo estremamente soddisfatti sia a livello professionale, avendo il Tar Molise condiviso le censure più importanti articolate nel ricorso, sia a livello emotivo perché è indiscutibile che ci fosse grande attesa per questa decisione da parte di decine di sindaci e di migliaia di cittadini. Un’attesa che è stata ampiamente soddisfatta, grazie ad una statuizione giurisdizionale assolutamente puntuale e rigorosa, che ha affrontato il problema nella sua complessità con grande lucidità e coraggio». Il Tar Molise, secondo i due legali, «ha condiviso il rischio che le carenze censurate nel ricorso, quali la mancanza di accordi di confine, non consentissero di individuare nel breve periodo scenari assistenziali alternativi». In particolare sotto la lente dei giudici del Tar sono andate a finire due motivazioni principali: «i provvedimenti impugnati – si legge nell’ordinanza – sono essenzialmente ispirati da una logica emergenziale correlata alla limitata disponibilità di personale medico e non sembrano assistiti da idonee valutazioni e puntuali riscontri istruttori volti ad apprezzare, in senso compiuto e coordinato, le conseguenze della sospensione (anche in considerazione dell’incremento demografico nel corso della stagione estiva), e comunque ad accertare la concreta ed effettiva possibilità per gli utenti di avvalersi di strutture limitrofe in condizioni di tempestività e sicurezza, tanto in ambito regionale quanto in ambito extraregionale». Carenza che, a detta del Tar, «non consentono di individuare, nel breve periodo, scenari assistenziali alternativi rispetto alla soluzione in atto, ciò che, in ultima analisi, si traduce in un rischio di inadeguatezza delle specifiche organizzative del servizio rispetto alla effettiva tutela del diritto alla salute degli utenti». Di fatto, quindi, «la riapertura del Punto Nascita è stata riconosciuta come rimedio decisivo per garantire un diritto non altrimenti realizzabile». L’attenzione, adesso, è tutta per il futuro. «Grazie all’entrata in vigore del Decreto Calabria che ha sbloccato il turn over – continuano i due legali – e soprattutto grazie all’accoglimento della sospensiva da parte del Tar è alla portata l’obiettivo di sopperire a tutte le carenze di organico che hanno indotto i commissari e l’Azienda a disporne la chiusura. L’auspicio è che fino ad aprile si possa aprire uno scenario di cambiamento effettivo delle condizioni del reparto, nell’interesse generale di tutti i cittadini».