Punto da una vespa, 59enne salvato dal farmacista: “Ho rischiato di morire”

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SANTA CROCE DI MAGLIANO. A raccontare la disavventura che gli sarebbe potuta costare la vita è stato proprio lui. “Adesso sono vivo e vegeto e posso raccontare tutto ma me la sono vista davvero brutta”. Lui si chiama Nicola Pilla, ha 59 anni, ed è incappato in quello che potrebbe succedere a chiunque in qualsiasi momento della giornata: essere punto da un insetto, “penso fosse una vespa”, e rischiare la vita per uno shock anafilattico, una reazione alla puntura di un insetto che può portare a manifestazioni allergiche anche gravi fino a portare alla morte. E’ avvenuto tutto nel tardo pomeriggio di ieri, erano le 18.30 “quando ho chiuso i cancelli della mia azienda di Montelongo, da oggi sarebbero partite le ferie. All’improvviso – racconta – sono stato punto penso da una vespa sull’arcata sopraccigliare destra. Li per li non gli ho dato particolare importanza, mi sono messo in auto e mi sono diretto verso Santa Croce, avevo un appuntamento dal barbiere”. Lungo il tragitto, però, ha iniziato ad avvertire i primi sintomi dello shock anafilattico. “Sentivo un formicolio lungo tutto il corpo, io respiro stava diventando affannoso, avevo caldo e sudavo e mi si stava chiudendo la gola oltre a sentire uno spossamento. Sono arrivato nel negozio del barbiere che stavo malissimo e sono quindi andato direttamente in farmacia per chiedere aiuto”. Ed è proprio lì, presso la farmacia dell’ex sindaco del paese Alberto Florio, che è avvenuto il miracolo. “Si sono subito accorti che ero grave, la pressione era a 60/40, rischiavo il collasso. E’ stato chiamato il 118 ma era impegnato su un altro intervento allora grazie all’aiuto del dottore Michele Iantomasi hanno iniziato a somministrarmi cortisone e tutte le medicine necessarie. Mi hanno praticamente riportato alla vita. Quando è arrivato il 118 sono stato stabilizzato e portato in ospedale dove, però, ho firmato le dimissioni perché mi sentivo già molto meglio. Se oggi posso raccontare tutto questo lo devo alla bravura e al pronto intervento che mi hanno dato in farmacia, da Alberto Florio al dottor Michele a Valentina e Maria Antonietta che in quei momenti concitati si sono prodigate affinché tutto andasse bene. Loro mi hanno salvato”. Un episodio fortunatamente finito nel migliore dei modi che mette in evidenza un’altra questione importante: “la presenza di presidi come le farmacie nei piccoli paesi dell’entroterra è importantissimo, perché possono davvero salvare la vita. Voglio ringraziare tutti anche i medici del 118 che mi hanno stabilizzato e gli infermieri. In un’ora io sono passato dalla morte alla vita”.

 

 

 

 

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