Processo Mollicone, il giorno dei Mottola: si inizia con Marco che lavorava a Venafro

C’è grande attesa per l’udienza che vedrà parlare, per la prima volta in venti anni, coloro che sono accusati di aver ucciso la studentessa di Arce nel giugno del 2001.

Un’attesa che dura da quasi ventuno anni quella della famiglia di Serena Mollicone. O meglio per coloro che oggi rappresentano la studentessa assassinata il 1° giugno del 2001, quasi certamente nella caserma dei carabinieri di Arce. Ad ascoltare quanto avranno da dire i tre componenti della famiglia Mottola (madre, padre e figlio accusati di omicidio volontario ed occultamento di cadavere). Il figlio, Marco, era titolare di un negozio di giocattoli e aveva anche fatto il barista a Venafro.

La trentacinquesima udienza in Corte d’Assise a Cassino è considerata la più importante del dibattimento che oramai da un anno e mezzo si sta celebrando nel palazzo di Giustizia di piazza Labriola. Importante perchè, con un colpo di scena inaspettato, i tre maggiori imputati del processo hanno deciso di sottoporsi all’esame della Corte e del Pubblico Ministero.

Unica condizione posta dai legali difensori dei tre Mottola è stata quella di essere esaminati per prima dalla difesa e poi dalla pubblica accusa. Una condizione che la Corte ed i Pubblici Ministeri Siravo e Fusco hanno deciso di accettare.