Prima una scarica elettrica e poi i polsi legati: brutale aggressione per un termolese

L'episodio è avvenuto nei pressi del casello autostradale di Lanciano

REDAZIONE

Prima una scarica elettrica con un taser che lo ha fatto accasciare a terra e poi le mani bloccate da alcune fascette di plastica. Momenti di terrore per un 56enne termolese, commerciante d’auto, che è stato portato al policlinico Santissima Annunziata di Chieti dopo l’aggressione subita ieri intorno alle 13,30 circa. Un episodio che è al vaglio dei Carabinieri, intervenuti sul posto, che stanno tentando di ricostruire quanto accaduto e di rintracciare il l’aggressore che è riuscito a scappare. Secondo le prime informazioni i due si sarebbero incontrati, per motivi d’affari, nei pressi del casello di Lanciano dell’A14, nel territorio di Rocca San Giovanni. Improvvisamente tra i due sarebbe scoppiato un diverbio che poi si è trasformato in aggressione. Il 50enne veneto, che lavora nel settore delle slot machine, dopo aver immobilizzato con una scarica elettrica il 56enne termolese e avergli immobilizzato le mani è scappato a bordo del suo furgone imboccando l’autostrada in direzione nord.

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