Posti letto mancanti e personale insufficiente, ecco le luci e ombre della sanità molisana

Posti letto che mancano, personale insufficiente, zona rossa che resta attiva e la variante inglese che fa schizzare i contagi. Situazione di vera emergenza in Basso Molise. A fare il punto della situazione alla luce anche della recente vittoria e della salvezza del Punto Nascita l’avvocato Laura Venittelli che assieme ad altri colleghi ha curato il ricorso al Tar contro la chiusura del punto nascita e le rappresentanti del comitato Molisanitá Cinzia Ferrante e Debora Staniscia con le quali sono state analizzate le luci e le ombre che attualmente ci sono sulla sanità molisana stretta nell’emergenza Covid. 

Fino al prossimo 15 marzo fiere e mercati saranno aperti solo agli ambulanti residenti a Termoli, confermata la sospensione delle attività sportive nei parchi pubblici mentre è consentita l’attività motoria nei pressi della propria abitazione. Resta il divieto di consumare cibi e bevande all’aperto e i clienti non potranno restare all’interno delle attività di ricevitoria, lotto, superenalotto ad attendere il risultato delle giocate. Ordinanze restrittive che sono state firmate un po’ da tutti i sindaci del basso Molise perché il virus continua a correre e il primo obiettivo è quello di evitare che il contagio possa continuare ad allargarsi. 

Dai giorni scorsi è attiva anche la piattaforma realizzata dal comune di Termoli sulla quale ci si potrà registrare per prendere parte allo screening di massa con il metodo drive through sulla scia di quello già effettuato negli altri paesi del basso Molise. 

Oggi però è anche il giorno della gioia in basso Molise perché il Tar, il tribunale amministrativo regionale, ha disposto che il punto nascita del san Timoteo di Termoli dovrà restare aperto accogliendo il ricorso che era stato presentato dai sindaci del basso Molise e dalle mamme della zona costiera contro una chiusura che avrebbe rappresentato una penalizzazione del territorio bassomolisano e la privazione di un diritto fondamentale delle donne. Quello a partorire in sicurezza. 

I numeri del contagio da coronavirus in Molise sono importanti: 55 i positivi certificati dal bollettino diramato nella giornata di ieri dall’azienda sanitaria regionale ma a fare paura è la variante inglese: in Molise il 93% dei contagi presenta questa mutazione del virus. Un dato elevato se si pensa che in Lombardia la percentuale è del 64%. 

Termoli si conferma epicentro del contagio. Si abbassa notevolmente l’età media delle persone contagiate: diversi i giovani con sintomi di desaturazione  tali da avere necessità di un trattamento ospedaliero. 

Posti letto che in Molise mancano, nonostante di fatto l’ospedale di Termoli sia stato trasformato in ospedale Covid con lo smantellamento e la riconversione dell’ex reparto di Urologia e l’allargamento dell’area grigia del pronto soccorso e della medicina di urgenza. attualmente nel presidio ospedaliero bassomolisano sono ricoverati 9 pazienti in medicina di urgenza e 11 pazienti covid nell’ex urologia. 

Il Cardarelli di Campobasso, unico centro covid regionale è al collasso. Impossibile trovare un posto letto disponibile per i pazienti che hanno bisogno dell’ospedalizzazione. 

Ma c’è un altro problema che attanaglia la sanità molisana ed è stato certificato nella relazione dei tecnici del Ministero: ed è la mancanza del personale sanitario indispensabile per fare funzionare i reparti  nonostante entro il 12 marzo, stando a quanto affermato dal direttore sanitario dell’Asrem Oreste Florenzano, dovrebbero essere pronti i nuovi posti letto di terapia intensiva covid che sono in fase di realizzazione al san Timoteo ma anche al Cardarelli di Campobasso e al Veneziale di Isernia. 

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