Portocannone, il Comune dichiara il dissesto finanziario

E’ stata approvata con otto voti a favore (quelli della maggioranza) e tre contrari (quelli della minoranza) la delibera con la quale è stato dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Portocannone. E’ stato questo l’epilogo del consiglio comunale che si è tenuto presso il paese bassomolisano. All’ordine del giorno ci è andata a finire la situazione economica del Comune alle porte di Termoli. Cinque milioni 335mila euro il debito contratto dalle casse comunali. Troppo alto, a detta della maggioranza guidata dal sindaco Giuseppe Caporicci, per riuscire a ripianarlo con un piano di rientro decennale. Un consiglio comunale ‘incandescente’ dove sono stati messi nero su bianco numeri e somme. In particolare i 3milioni di euro relativi all’anticipazione di cassa che non sarebbero stati contabilizzati in maniera corretta generando avanzi di cassa fittizi. E ancora l’utilizzo improprio dei fondi dell’ambito sociale di cui Portocannone è stato capofila fino al 31 ottobre scorso il cui debito, però, non sarebbe ancora “possibile da calcolare in via definitiva” ma che si aggirerebbe attorno ai 600mila euro, fino alle inadempienze economiche con l’Unione dei Comuni, Equitalia e gli altri professionisti che hanno collaborato con il Comune. E infine il parere della Corte dei Conti che era stato chiesto ad agosto dall’amministrazione comunale per verificare la procedura di approvazione del bilancio 2015 fatto dalla gestione Mascio nonostante il parere negativo del Revisore dei Conti. Corte dei Conti che aveva ‘bocciato’ l’operato dell’amministrazione ribadendo la presenza di “forti criticità economiche finanziarie, amministrazione poco trasparente”. “Il nostro Comune – ha affermato Caporicci nel corso dell’assise civica – non ha la forza economica per poter uscire e rientrare dal debito attraverso un piano decennale: sono troppi 530mila euro annui”. “Dichiarare il dissesto finanziario è un errore che peserà sull’intera collettività – gli ha fatto eco Mascio – noi siamo per una risoluzione politica della situazione”.