Porto, il dragaggio è finalmente realtà. «Ora puntiamo alle navi di grossa stazza»

Aperte le buste di gara per i lavori di consolidamento della strada “collassata” vicino alla banchina

Bricofer

REDAZIONE TERMOLI

Duecentodiecimila metri cubi di sabbia che sono stati “spostati” dalla zona di ingresso al porto di Termoli all’esterno e un porto che, finalmente, torna a essere accessibile non solo ai pescherecci della marineria termolese (che pure dovevano faticare e non poco per entrare nello specchio di mare antistante la banchina) ma anche a tutte le navi di grossa stazza che, quindi, potranno iniziare a prendere anche Termoli come punto di riferimento dei loro traffici commerciali. Sono stati presentati nella sede della Capitaneria di Porto i risultati dei lavori di dragaggio che sono stati portati a termine sullo scalo bassomolisano. Lavori importanti che erano attesi da 20 anni, partiti nell’agosto 2018 e terminati a gennaio di quest’anno con il collaudo che, invece, c’è stato proprio nella giornata di oggi e che ha sentenziato un abbassamento del livello dei fondali di 6 metri, indispensabile per consentire l’ingresso anche alle navi di grossa stazza. «Lo scalo molisano è eccezionale sotto il profilo geografico, morfologico e urbanistico», ha affermato il presidente Toma al termine della conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il comandante della Capitaneria di Porto, Francesco Massaro, l’assessore regionale Vincenzo Niro, quello comunale Vincenzo Ferrazzano, i tecnici regionali e i responsabili della ditta La Dragaggi Srl che si è occupata di effettuare i lavori con l’impiego di tre mezzi che hanno “sollevato” la sabbia dal fondale e per 200mila metri cubi l’hanno gettata a largo in un luogo che era stato stabilito anche dai tecnici dell’Arpa Molise. Altri 10mila metri cubi, invece, sono rimasti nella zona del porto e sono serviti per «ripianare alcune sacche che nel canale portavano disagio e avevano una profondità non adeguata al progetto», ha affermato Niro. Sotto la lente anche l’attenzione all’aspetto ambientale dei lavori con una parte della sabbia che, di fatto, è stata “lavata” prima di essere ridepositata sul fondale e a quello economico. «Abbiamo consentito alla Regione Molise di risparmiare quasi 5milioni di euro», è stato il commento dei responsabili della società che hanno spiegato passo passo e tecnicamente come sono stati effettuati i lavori. «Il dragaggio farà sì che Termoli possa essere tappa di partenza e di arrivo per i pescherecci che vorranno utilizzare il nostro porto – ha proseguito il Governatore Toma – siamo operativi su diversi progetti che abbiamo con Montenegro, Croazia e Albania e quindi era importante effettuare dragaggio che ci mette in un circuito più ampio e in linea con porto di Manfredonia Bari e Brindisi». Se l’intenzione della Regione è quella di «lavorare per entrare nell’autorità portuale di Bari», una buona notizia arriva anche per la strada crollata mesi e mesi fa che conduce alla banchina del porto. «Siamo al punto che sono state espletate le operazioni di gara e dovremmo essere all’apertura delle buste e alla consegna dei lavori a breve – ha affermato Toma – e contiamo che tra settembre, ottobre e novembre i lavori saranno terminati, o quasi». «Da 20 anni non si metteva mano sul sistema di cura del porto e questo ci dà la possibilità di guardare in prospettiva a una qualificazione diversa e superiore del porto per far notare allo Stato che c’è un porto che vuole sviluppare i suoi traffici non solo turistici ma anche commerciali con l’altra parte della sponda Adriatica – ha affermato l’assessore regionale Vincenzo Niro – e richiede interventi futuri per spuntare una attenzione particolare per avviare il piano urbanistico portuale che la commissione regionale sta valutando appena approvato avremo la possibilità di richiedere quegli ulteriori finanziamenti che servono per adeguare un porto alle nuove prospettive che la Regione vuole dare al suo ruolo nell’ambito della centralità del corridoio adriatico».

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