Porto d’armi, nuova normativa troppo dispendiosa. La nota di Federcaccia

Da qualche tempo l’Azienda Sanitaria Regionale Molise ha inasprito notevolmente la procedura per il rilascio o rinnovo del certificato medico per la detenzione e per il porto d’armi. Difatti, mentre prima per tale documento era sufficiente produrre alla Asl, la carta d’identità, il certificato anamnestico del medico curante e l’attestazione della gradazione delle lenti da vista per i portatori di lenti, ora è stato introdotto l’obbligo di munirsi anche del certificato psichiatrico (a pagamento) e dell’analisi CDT (Transferrina carboidrato carente).

Il certificato psichiatrico, però, oltre ad essere rilasciato soltanto da pochissimi specialisti, è anche abbastanza dispendioso; l’analisi CDT, anch’essa a pagamento, a sua volta non è indagine di ordinaria amministrazione, ma va fatta solo nel capoluogo dei regione o fuori del territorio regionale. Da tutto ciò discendono disagi enormi, non solo di natura logistica ma anche per l’aspetto economico, a carico dei titolari di porto d’armi che devono rinnovare, dei detentori di armi, talvolta anziani, e dei giovani che aspirano al primo rilascio. Tutti, dunque, sono fortemente penalizzati dal provvedimento dell’Asrem. E’ superfluo dire che, come rappresentanti di categoria, condividiamo fermamente il principio della piena idoneità psico-fisica di chi ha, in qualcunque modo, a che fare con le armi, ma riteniamo assolutamente vessatoria l’imposizione delle nuove certificazioni specialistiche, troppo costose e di non agevole fruibilità. La categoria più direttamente colpita dalle nuovi disposizioni è, ovviamente, quella dei cacciatori. Sono proprio costoro, infatti, a manifestare il loro grave disappunto per l’aggravio di spese legate al certificato medico. E’ opportuno ricordare, tra l’altro, che essi già pagano centinaia e centinaia di euro allo Stato ed alla Regione per l’esercizio della loro passione, oltre ad essere sottoposti al vaglio rigoroso di accertamenti di natura penale per accedere al rilascio/rinnovo del porto d’armi. Per tutti questi motivi chiediamo alle SS.LL. di valutare la possibilità di rivedere, nel debito rispetto della legge in materia di detenzione e di porto d’armi, la procedura attuale per il rilascio del certificato medico, al fine di alleviarne i costi e le difficoltà a tutte le categorie interessate nella nostra regione.