Il politicamente riveduto e “corretto”

La Res publica ateniese pensata da Platone e interpretata da Pericle – seppur con i limiti che tale ordinamento avrebbe ai giorni nostri – non è la prima forma di “democrazia” (le virgolette sono un obbligo, Platone la aborrisce) della storia conosciuta, contrariamente a ciò che affermano i libri di testo che trattano la materia in questione.
Un grave errore di “politicamente corretti” e pseudoscorretti è non considerare giustamente il “mors tua, vita mea” come ineluttabile in situazioni limite (politiche) e credere che sia l’unica soluzione (politicante) in situazioni affrontabili con mezzi molto meno drastici.
La confusione tra contenuti e contenitori, ideologici e fisici (cioè “democrazie” applicate su “territori” saturi di consumatori, ma scarsi di risorse proporzionali) porta ai collassi e al conseguente “si salvi chi può”.
La cosa che fa sorridere dei “politicamente corretti” è la loro disponibilità verso chi non conoscono e, pertanto, mai potrà bussare alla loro porta per chiedere qualcosa.
Degli “pseudoscorretti”, la perenne rabbia verso chi non fa parte della loro ciurma di riferimento.
Di entrambi, l’intenzione di respingere fuori a calci il passeggero che vorrebbe salire sull’autobus già pieno, ma sul quale loro sono stati accolti nella fermata precedente.

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