Poker sportivo: quali sono le regole da seguire per giocare a poker

Il gioco del poker è basato su alcune semplici regole basilari, che lo rendono nel contempo un gioco rapido da imparare, ma complesso per essere padroneggiato a dovere, visto che di fatto si tratta di uno svago basato sull’abilità più che sul caso o sulla semplice fortuna. Ci sono diverse varianti che possono essere praticate, anche se quelle più conosciute, in questi ultimi tempi sono quella del poker classico, a cui bisogna poi aggiungere almeno il Texas Hold’Em, noto anche come poker texano, l’Omaha, che a sua volta si distingue per tre varianti interne, il 7 card Stud, noto in Italia anche con il nickname di Siluro, tra gli appassionati dei giochi di carte più esperti.

Come funziona il gioco del poker

Imparare a padroneggiare e a prendere dimestichezza con il gioco del poker, non è così dissimile da tutti quei giochi che si realizzano con i mazzi di carte francesi, come Scala 40, ramino, baccarat, blackjack, gioco che per molti versi viene accomunato o confuso con il poker, ma che per avendo alcune similitudini è un gioco con regole molto diverse, che se imparato nello stesso momento assieme al poker sportivo può anche creare errori e confusione nella pratica e nello svolgimento di entrambi.

Tra le regole fondamentali, importanti per conoscere meglio il gioco del poker, tutti hanno già sentito nominare, per cultura generale non necessariamente legata al gioco, il termine di bluff. In questi ultimi tempi, complice anche un noto brano di musica pop, anche il termine di poker face, in italiano, faccia da poker, ha assunto una dimensione e dei connotati non per forza legati al concetto di gioco fine a sé stesso.

Il poker nella cultura pop oggi

In effetti molti dettami e parametri di questo gioco, sono entrati nella cultura popolare odierna, facendo in certi casi anche la fortuna del gioco stesso del poker. Questo vale appunto per l’industria discografica, da sempre attenta a metafore e atmosfere di vita reale come quello appunto delle sale da gioco, così come alla narrativa di genere, con esempi piuttosto noti agli appassionati lettori, senza trascurare l’interesse di cinema e tv, per questo gioco così conosciuto e amato dal vasto pubblico.

Uno degli aspetti fondamentali che ci insegnano come imparare a giocare a poker è legato appunto alla possibilità di bluffare, cioè irretire il nostro avversario, virtuale o reale, senza per forza avere un punto superiore con le nostre carte, ma applicando un concetto di strategia di tipo psicologica, capace di indurre al nostro avversario l’ipotesi che il nostro punto sia superiore e quindi vincente, facendolo desistere dal puntare e vedere il nostro gioco, svelando appunto il bluff. Nonostante spesso la strategia del bluff sia stata incamerata come una mossa vincente per trionfare nel gioco del poker, le cose non stanno esattamente così, visto che giocare così comporta dei rischi che richiedono importanti investimenti e scommesse che bisogna essere capaci di gestire.

La psicologia aiuta a capire meglio le regole del gioco nel poker

L’aspetto legato alla natura psicologia è una componente primaria per il gioco del poker, a prescindere se si decida di usare la tecnica del bluff o meno. Malgrado tale tecnica possa dare dei buoni risultati, anche se alla lunga sono i sistematici e i bravi giocatori di poker ad avere la meglio, è importante stabilire che in un bluff è più facile avere la meglio, qualora il nostro avversario non sia seriamente interessato al piatto, quindi bisogna essere capaci di valutare al meglio, sia la componente psicologica, sia quella di calcolo numerico e di potenzialità del piatto specifico.

Lo studio del nostro avversario nel gioco del poker

A parte il concetto puramente teorico, è importante capire se il nostro avversario sia realmente interessato al piatto, in base ad alcuni comportamenti, come appunto i segni di debolezza e il linguaggio del corpo, che anche i bravi giocatori di carte possiedono. In realtà studiando il comportamento, andiamo a vedere come ogni giocatore assuma una certa condotta, posturale, facciale, di tic e di atteggiamenti, che possono dirci molto del nostro avversario.

 Nonostante questa fase di lettura e di studio, è importante capire che lo stesso concetto e principio abbia una valenza, sia da parte nostra che per quanto riguarda il punto di osservazione altrui. A parte la psicologia, ci sono alcune accortezze che riguardano gli schemi di gioco del poker in sé, che ci indicano quale possa essere il tipo di mano e la condizione ideale per tentare il bluff con il nostro avversario. Il consiglioche ci sentiamo di dare è di rinunciare sempre a questo tipo di gioco, se non siamo del tutto convinti e se come si suol dire, non abbiamo le spalle coperte nel gioco del poker.

La strategia da utilizzare per giocare a poker

Questo vale sia per una partita di torneo, dove spesso se sbagli sei fuori, sia per una partita standard di poker, in tutte le sue varianti, visto che sia nel poker classico, quanto in quello più spettacolare come il Texas Hold’Em è possibile eseguire questo tipo di giocata. Bisogna inoltre capire che il gioco del poker per essere praticato in modo corretto, deve avere delle strategie di tipo statistico, visto che le percentuali di un piatto indicano come un bluff possa funzionare, nella migliore delle ipotesi il 33% delle volte.

Questo vuol dire che su 3 tentativi uno solo per quanto riguarda la statistica può andare a segno, in base anche soprattutto al numero di fold che i nostri avversari abitualmente tendono a realizzare durante la partita. Altro aspetto fondamentale è quindi quello di studiare durante la prima parte della nostra gara, come si comportano i nostri avversari al tavolo, rinunciando se è il caso a realizzare la nostra giocata basata sul bluff.

Il consiglio fondamentale è quello di cogliere i segnali di debolezza da parte dei pokeristi che si considerano giocatori esperti e quindi imbattibili. Il più delle volte durante una partita, ci sono momenti in cui le carte girano a favore di uno dei giocatori, in quel momento è necessario colpire l’avversario e dimostrare che non esiste un gioco perfetto, ma solo delle strategie funzionali per ottenere un esito positivo nel corso di una o più mani.