Petraroia: gli immigrati sono una risorsa

di Rebecca A. Papa
Gli immigrati non sono un problema, ma una risorsa per le nostre piccole comunit? locali. Non rubano il lavoro agli italiani, ma se l?accoglienza viene opportunamente gestita, ci aiutano a creare nuovi posti di lavori. L?immigrazione non ? un?emergenza, ma ? ormai una caratteristica strutturale di una societ? profondamente mutata, sempre pi? multiculturale ed interreligiosa. Ci sono miti che ? importante sfatare. Quelli sul fenomeno dell?immigrazione sono tanti, il pi? delle volte infondati, ma nonostante ci?, continuano ad alimentare l?opinione pubblica.
Da sempre il Molise ? terra di accoglienza e solidariet? ed ? importante che continui ad esserlo. Siamo la prima regione in Italia per numero di immigrati accolti rispetto alla popolazione residente. Abbiamo aperto le porte a circa 1400 stranieri fra il progetto Sprar e gli interventi per l?emergenza. Ogni 10mila abitanti in Molise ci sono 36 profughi.Un dato che deve solo farci onore, mai paura. Questo ? il cuore del messaggio racchiuso in una lunga intervista all?assessore regionale alle Politiche Sociali, Michele Petraroia, con il quale abbiamo provato a tracciare un bilancio su due anni di progetto Sprar (cercando di capire meglio di cosa si tratti) e pi? in generale sulla gestione del fenomeno dell?immigrazione in Molise. Con lui, abbiamo provato a fare un po? pi? di chiarezza approfondendo un tema controverso e delicato su cui per?, anche in regione, continua ad esserci molta confusione.
?La gestione del fenomeno dell?immigrazione – ci spiega Petraroria – si basa su due modelli: il primo ? il cosiddetto Sprar (il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Si tratta di un progetto del ministero dell?Interno volto a creare una rete degli enti locali che realizzano azioni di accoglienza integrata, accedendo alle risorse del fondo nazionale per le politiche e i servizi dell?asilo. Gli enti locali attuano, cos?, una serie di interventi avvalendosi anche della collaborazione del terzo settore. I Comuni che rispondono al bando, naturalmente, si impegnano anche a svolgere una serie di attivit? rivolte agli immigrati per l?apprendimento della lingua e finalizzate all?inclusione sociale?. Petraroia ci spiega come lo Sprar preveda tutta una serie di caratteristiche che tutelano sia le comunit? locali, sia gli stessi cittadini stranieri che vengono accolti. Prevede, infatti, alcuni parametri che bisogna rispettare per gestire al meglio l?accoglienza come, ad esempio, l?impiego di competenze professionali specifiche, come psicologi e mediatori culturali, ma anche il consenso della comunit? locale, in quanto ? obbligatorio che sia l?amministrazione a presentare domanda.
?Grazie al progetto Sprar , – ci spiega l?assessore alle Politiche Sociali – in Molise sono stati accolti 425 immigrati, fra cui ci sono anche i minori che si trovano a Casacalenda, Sesto Campano e Sant’Agapito. Pi? di venti comuni in regione hanno dato l?esempio, distinguendosi per solidariet? e sensibilit?. Abbiamo fatto importanti passi in avanti se si pensa che due anni fa il progetto Sprar coinvolgeva unicamente le Caritas di Termoli e di Ururi, attraverso l?accoglienza di non pi? di 15 immigrati. Il punto di forza del progetto Sprar ? quello di distribuire gli immigrati in numeri ridotti fra molti comuni che hanno adeguate strutture di accoglienza. Ci? implica un impatto sociale minimo per la popolazione residente. Infatti, nei comuni che hanno partecipato non abbiamo mai riscontrato casi di insofferenza agli immigrati da parte degli abitanti del posto?. Come ci racconta Petraroia, il progetto Sprar ha la durata di tre anni e ci? permette di mettere in atto, grazie all?impiego di adeguate professionalit? come mediatori culturali e psicologi, preziosi percorsi di inclusione sociale e di integrazione, attraverso, ad esempio, corsi di italiano per gli stranieri o corsi di orientamento professionale. ?Altra cosa ? invece la gestione dei flussi emergenziali da parte della Prefettura. In questo caso ? ci spiega Petraroia – le comunit? locali e le istituzioni regionali sono estromesse da ogni ruolo e funzione. Il ministero dell?Interno – infatti ? d? il compito ai Prefetti di procedere ad una ricognizione delle strutture private che in regione sono disponibili ad accogliere immigrati e poi stipulano con queste convenzioni. Accade, quindi, che le comunit? locali vedano arrivare all?improvviso sul proprio territorio un certo numero di cittadini stranieri senza che la Regione e il Comune sappiano nulla?. E si tratta, in questo caso, di numeri molto elevati con un conseguente impatto sociale significativo. Ad esempio, a Campobasso ce ne sono 150, a Termoli 110, a Monteroduni 110, a Petacciato 120, a Roccavivara 60, a Rotello 50. ?Fra il progetto Sprar e la gestione dell?emergenza dei flussi migratori ? ci spiega l?assessore – il Molise accoglie oggi circa 1392 persone. Numeri che, ovviamente, mutano quotidianamente e che dimostrano come la comunit? molisana abbia dato un forte contributo nell?ambito dell?accoglienza umanitaria. Abbiamo dimostrato, pur con tante difficolt?, che siamo un popolo che ha nel proprio dna i geni della solidariet? e della sensibilit?, rispondendo appieno all?appello delle istituzioni nazionali per un?adeguata accoglienza?.
Nella maggior parte dei casi nei Comuni che hanno partecipato al progetto Sprar si sono creati nuovi posti di lavoro ed opportunit? significative per la popolazione locale. ?A Casacalenda, – ci racconta l?assessore – con la collaborazione della cooperativa Koin? ? stata ristrutturata una scuola in disuso che ? stata cos? trasformata in una comunit? alloggio per minori stranieri non accompagnati. Per tre anni il Comune ha ottenuto 1 milione di euro di finanziamenti, che hanno permesso di creare 11 posti di lavoro con 13 minori stranieri?.
L?assessore Petraroia loda poi il ruolo eccezionale che hanno avuto le associazioni di volontariato che hanno risposto con grande sensibilit? alle richieste di aiuto degli immigrati, prima fra tutte la Comunit? di Sant’Egidio.
Insomma, in generale, l?assessore alle Politiche Sociali delinea un bilancio pi? che positivo sul modo in cui il Molise ? riuscito ad affrontare l?emergenza immigrazione, sebbene sottolinei i molti limiti della gestione dei flussi emergenziali da parte del ministero dell?Interno, poco attenta alle caratteristiche e alle esigenze del territorio. ?Ci auguriamo che nei prossimi anni ci possano essere pi? posti destinati al bando Sprar ? prosegue Petraroia – in modo tale che coloro che sono ospitati nell?ambito dei flussi emergenziali possano transitare nelle strutture Sprar con veri progetti di integrazione ed inclusione sociale. Si attiver?, cos?, un processo che pu? portare tanti benefici a molti nostri comuni che sono alle prese con lo spopolamento, la crisi, l?abbandono, anche dei terreni agricoli e del patrimonio immobiliare. Ricordo che in Molise ci sono gi? 10mila stranieri che vivono e lavorano, di cui circa 1500 sono studenti che frequentano le nostre scuole. Quindi la presenza di cittadini stranieri anche da noi non ? pi? un?eccezione, ma sta diventando un elemento strutturale della nostra societ?. Ci? ? sottolinea l?assessore – non deve essere vissuto dai molisani con paura. Bisogna aprirsi ad una societ? che ? sempre pi? multietnica ed interreligiosa. Questa ? la societ? del futuro. Prima ci prepariamo psicologicamente a ci? e meglio ?? . E quando chiediamo a Petraroia come si combattono i pregiudizi e gli stereotipi sempre pi? diffusi sul tema dell?immigrazione, l?assessore ci risponde cos?:
?Si combattono a viso aperto. Su questa materia non ci possono essere neutralit? o persone che si lavano le mani. O stai da una parte o stai dall?altra. Io ho sempre difeso in termini culturali e valoriali l?idea di un Molise come terra di accoglienza umanitaria, come laboratorio di buone pratiche che potesse diventare un esempio anche a livello nazionale. Al ministero dell?Interno ho pi? volte sottolineato che non ci convince affatto il modo in cui si sta portando avanti la gestione dei flussi emergenziali. Da un lato bisogna combattere una battaglia affinch? gli errori a monte che si possono commettere nell?impostazione dell?accoglienza e dei flussi emergenziali siano sempre pi? limitati e possibilmente anche superati. Dall?altro bisogna combattere chi alimenta solo paure per avere un riscontro personale. I molisani per natura non sono affatto razzisti, sono piuttosto accoglienti e in grado di grandi gesti di solidariet??.